Entries from Luglio 2008 ↓
Luglio 15th, 2008 — fantascienza, libri, libri italiani
Robot è diventato un gradevole appuntamento fisso, uno di quelli che ogni tanto ti fa pensare «ma quando esce il prossimo Robot?»
L’appuntamento nell’appuntamento per me è l’editoriale di Vittorio: non c’è nulla da fare, ci potrebbe essere anche un inedito di $noto_autore, ma prima di tutti viene l’editoriale.
Robot 54 mi è arrivato da poco e ho già finito di leggere tutti i racconti, gli articoli me li tengo per una lettura più calma.
Come al solito, la scelta è variegata ed intrigante e ogni racconto è peculiare. Per questo numero non ho un mio preferito perché ne farei arrivare almeno tre a pari merito e quindi tanto vale.
Bellissima anche la copertina di Maurizio Manzieri, intervistato da Silvio Sosio in questo stesso numero.
La sensazione complessiva sfogliando questo numero è che il sense of wonder non sia (ancora?) morto, ma sia, anzi, vivo e scoppiettante sotto varie forme e incarnazioni.
Luglio 12th, 2008 — fantascienza, libri, libri inglesi

The real security is all in the firewalls, and the data integrity schemas. Nobody ever imagined a band of Orcs would steal a database table…
The traffic looks like game-play to GCHQ or CESG or NSA or whoever’s sniffing packets; looking in-game for characters run by Abdullah and Salim holding private chat about blowing up the White House garden gnomes won’t get you a handle on what’s going on because they’re using it as a transport layer! They’re tunnelling TCP/IP over AD&D!
Altro bel romanzo di Chales Stross: divertente, appassionante e niente affatto prevedibile.
La storia è narrata in seconda persona utilizzando i punti di vista di tre personaggi, con uno stile che ricorda deliberatamente le avventure testuali e i giochi di ruolo. La storia, infatti, è una sorta di gioco di nidificazioni di giochi di ruolo. Tutto inzia da un furto di oggetti virtuali depositati in una banca virtuale di un mondo virtuale. Tuttavia, le ripercussioni del gesto si propagano molto violentemente nel mondo reale con conseguenze imprevedibili.
A costo di ripetermi, anche in questo romanzo Stross scavalca e rompe le costrizioni dei generi letterari fantastici: il romanzo è difficilmente catalogabile in uno dei “soliti” generi. Se, da un lato, chi cerca la sicurezza nei canoni di un genere non apprezza Stross, dall’altro l’autore non si sente legato a delle inutili limitazioni di genere che hanno l’unico effetto, secondo me, di limitare la cratività di chi ha belle storie da raccontare.
Ben vengano, quindi, romanzi di questo tipo che divertono e trattengono il lettore fino all’ultima pagina.
Una piccola nota per chi acquista la versione originale: i testi sono scritti in inglese e in scozzese, nel senso che molti dialoghi sono riportati come verrebbero pronunciati da uno scozzese. Chi è alle prime armi con la lettura in inglese si potrebbe trovarsi in difficoltà.
Luglio 6th, 2008 — In giro
La scorsa settimana ho trascorso quattro giorni a Napoli per motivi di lavoro; erano veramente tanti anni che non vedevo quella città.
Ho trovato una città accogliente, con voglia di divertirsi e di lavorare e con tante persone con il sorriso sulle labbra.
Ho trovato una città caotica, con delle regole non scritte del traffico del tutto particolari, che possono allibire un visitatore, il quale ha sì il diritto di esprimere un parere, ma non di giudicare senza prima conoscere e vivere a Napoli.
Nei quartieri in cui ho lavorato, passeggiato e dormito i cassonetti dell’immondizia venivano riempiti durante il giorno e svuotati la notte. Sicuramente non succede la medesima cosa dappertutto, ma non è nemmeno onesto asserire che il problema di rifiuti riguarda tutta Napoli.
Ho trovato bar e ristoranti con persone amichevoli e cortesi, desiderose di proporre le specialità locali e di scambiare qualche battuta con il cliente oltre le formule di circostanza.
Ho trovato gente onesta che non ti vuole fregare, ma ti dà una mano se chiedi un aiuto o un’indicazione.
Ho trovato una città che, come tutte, ha i suoi problemi e le sue stranezze, ma non solamente quelli.
Grazie Napoli, spero di tornare presto a trovarti.
Luglio 1st, 2008 — informatica, senza categoria alcuna, windows
Leggo su Slashdot che Microsoft ha finalmente pubblicato le specifiche dei formati di alcuni file di dati dei suoi applicativi Office pre-2007, Access escluso.
È naturalmente un bel passo in avanti e concordo con gli aspetti positivi che ha indicato Paolo nel suo blog.
Però quanti anni sono trascorsi da quando Microsoft Office ha scalzato WordStar, WordPerfect, Lotus, Harvard Graphics e compagnia ed è diventato uno standard de facto per la comunicazione aziendale? Dieci? Quindici? Più o meno siamo lì.
Ecco, sono quindici anni che quando qualcuno vede il proprio documento Office danneggiato da varie sventure (tra le quali floppy rovinati o trasmissioni incomplete) perde quasi tutto il contenuto del documento. Fino a ieri non c’era modo di sapere con certezza cosa ci fosse dentro quei dannati file, bisognava dare per perso tutto quanto e rassegnarsi.
L’avvento di OpenOffice ha migliorato sensibilmente le cose: non è affatto strano che un documento di Microsoft Office impossibile da aprire con Word o Excel venga tranquillamente aperto da OpenOffice e interpretato come ci si aspetta. Consiglio a tutti coloro che usano Microsoft Office nella propria organizzazione di tenere a portata di mano una copia aggiornata di OpenOffice proprio per aprire eventuali documenti danneggiati.
Grazie, quindi, a Microsoft per aver pubblicato nel 2008 le specifiche che ci sarebbero servite quindici anni fa: quindici anni di imprecazioni dirette a Redmond alla fine sono state ascoltate, forse troppo tardi.