Entries from Maggio 2008 ↓

Anch’io! Anch’io!

Non so se sia mai esistito un momento in cui Microsoft abbia fatto qualcosa di veramente innovativo nelle interfacce grafiche, qualcosa che veniva dall’interno dell’azienda e non fosse una risposta a prodotti rivali.

Tralasciando i rami secchi dell’evoluzione informatica, presenti in ogni azienda, Windows 2.x era la risposta a GEM della Digital Research. GEM non era solamente un paradigma d’interfaccia uscito dal PARC, ma era anche un modo di concepire le applicazioni e i file dividendo una data fork da una resource fork, due termini molto noti agli smanettoni di MacOS pre-OSX (ricordate ResEdit?).

Windows 2.x e il Windows386 (li ho provati in quel periodo) erano assolutamente inutili, malgrado il fatto che Ballmer si agitasse per dimostrare il contrario.

Nel 1990 Windows 3.0 era un’interfaccia grafica di MS-DOS un pochino meno ruvida, ma chi osava scrivere un Hello World in C per Windows 3 poteva farlo sì in tre righe, ma utilizzando circa duecento punti e virgole. Quando avevo scritto il mio Hello World mi ero accorto che dovevo compilare un file .RES di risorse da linkare con l’eseguibile. Un attimo. Ma questo è MacOS! La diatriba è andata avati qualche anno in tribunale: ancora una volta Microsoft aveva innovato copaiando.

Faccio un fast forward in avanti per non tediare i miei 2,5 lettori e arrivo a oggi: Microsoft annuncia il multi touch. Un paradigma di interfaccia senza dubbio innovativo, mai introdotto da nessun altro produttore, una vera rivoluzione… di Apple. Ancora una volta. Come se non bastasse, il filmato del link mostgra anche un’interfaccia grafica che ricorda in alcuni punti compiz. Nota per Microsoft: compiz è stabile e production grade da oltre un anno, datevi una mossa, o copiate bene.

Glasshouse

Image of Glasshouse

The worst dark age was caused by the failure to understand informational economics and the consequent adoption of incompatible data representation formats.

It’s implicit in this society. They set us up to make it easy to make people kill for an abstraction.

Charles Stross non è autore prevedibile, o comunque non lo è ancora diventato; come altre sue opere, Glasshouse parte presentando temi molto classici, se non logori, della fantascienza per poi svilupparsi in maniera autonoma o, meglio, strossiana.

Glasshouse non è un libro che scorre via liscio come, per esempio, The Jennifer Morgue: questo romanzo è decisamente più denso. Probabilmente verso la metà c’è un punto morto della narrazione in cui accade veramente poco, superato il quale l’azione riprende ritmo e vivacità per arrivare ad un finale mozzafiato che tiene incollato il lettore fino all’ultima pagina.

Cerco di fare un breve cenno alla storia cercando di non rivelare nulla che possa rovinare la sorpresa.

Si parte da un’umanità estremamente evoluta uscita da vari tipi di conflitti, pochi dei quali di tipo militare: tempo addietro le persone sono state infettate da un virus, Curious Yellow, che ha rimosso selettivamente alcuni tipi di ricordi. L’infezione è stata resa possibile dall’uso pervasivo di T-gate e A-gate, ovvero, per dirla con la terminologia di Star Trek, teletrasporto e replicatore, anche se di gran lunga più complessi e versatili degli omologhi della serie televisiva. <battuta_informatica>No, i virus non sono stati originati dai B-Gates.</battuta_informatica>

Il nostro eroe è un reduce di guerra con non pochi problemi a cui viene offerto di entrare a far parte di una simulazione stile Grande Fratello (quello televisivo) a lunga durata. La simulazione ricrea l’ambientazione e lo stile di vita di ciò che per le persone del futuro sono i secoli bui, ovvero (nessuno si stupirà) i nostri tempi; lo scopo tutto ciò è di studiare quel periodo, in quanto moltissimi dati che lo riguardano sono andati perduti.

Se non è difficile intuire che le cose non andranno per il verso giusto, è tutt’altro che facile immaginare cosa accada venti pagine più in là, una volta guadato il breve pantano narrativo di cui sopra.

Policy della CHATTER.ITA

La FidoNet è stata una palestra tecnologica insostituibile per molte persone che l’hanno frequentata. Parallelamente a discussioni assai tecniche, c’erano anche (poche) aree di cazzeggio, anche perché la SIP non faceva sconti.

Una di queste aree era la CHATTER.ITA, frequentata da persone alcune delle quali si tengono ancora oggi in contatto tra loro. Spiegare il fenomeno delle BBS, della FidoNet e, in particolare, della CHATTER.ITA va al di là di questo post e si potrebbe riassumere con «chi c’era lo sa, chi non c’era si è perso qualcosa».

Ogni area aveva un suo set di regole, la policy; la CHATTER.ITA l’ha adottata quando è stata obbligata a farlo e, come al solito, ha fatto a modo suo.

Noterete lo strano oggetto del messaggio. Era un’usanza di moltissime aree, tra cui quelle che moderavo io, per fare in modo che le persone non saltassero o evitassero di scaricare il messaggio con le regole postato regolarmente.

Se qualcuno avesse il file GUIDA.ZIP citato nel testo, sarei felice di riceverne una copia via email, in quanto non lo trovo più.

Dom Mag 07 95 11:00
Da   : Max Negro 2:332/433.3791
Ogg  : Nuove ragazze in area
.MSGID: 2:332/433.3791@fidonet 3e2f01e8

–==O==–
Policy dell’area CHATTER.ITA
v.1.1
Massimiliano “Max Negro” Masserelli (2:332/433.3791)
–==O==–

Non  ho  alcuna  voglia  di scrivere una policy come si deve per quest’area, per cui eccovi alcune  semplici  regole di sopravvivenza:

  1. Il moderatore ha ragione;
  2. Il moderatore ha SEMPRE ragione;
  3. Nell’improbabile  ipotesi  che un utente abbia ragione, vedi le regole 1) e 2);
  4. Non si possono inserire messaggi che trattino argomenti ILLEGALI. Ad esempio:
    - e` vietato cercare complici per rapine, truffe, stupri, furti, aggressioni, stupri (mi piacciono molto gli stupri);
    - non si possono passare agli amici o cercare NUI, password di sistemi privati, codici di carte di credito, le misure della Vanessa de Zan, ecc…
    - non si puo` insultare nessuno, in particolare il moderatore (NEMMENO se avete ottimi motivi per farlo);
    - e` vietato fumare, raccogliere fiori, sputare per terra, calpestare le aiuole, passare o fermarsi sotto i carichi sospesi, parlare al conducente, giocare al pallone, il giuoco d’azzardo, gettare [Uo]ggetti dai finestrini, sostare nei passaggi di intercomunicazione, aprire la portiera prima dell’arresto totale del treno, fare uso della ritirata durante le soste in stazione, slacciare le cinture prima che sia stato spento l’apposito segnale luminoso e siano stati spenti i motori, disperdere questa policy nell’ambiente;
  5. Non si possono usare caratteri ASCII a 8 bit (superiori al 127);
  6. Non  inserite  messaggi  strettamente  personali: per quelli esiste il telefono od al limite la MATRIX;
  7. Sinigaglia e` un gonzo;
  8. Cercate  di  NON usare le parole “sono nuovo” (so io il perche`);
  9. Se vi martellano non reagite: chi  vi  martella  magari non sa il perche`, voi molto probabilmente si`;
  10. ;oirartnoc la erevircs otateiv `E
  11. Se riuscite a leggere qui non avete  bisogno  di occhiali;
  12. Non inserite messaggi scurrili;
  13. Non scomparire;
  14. Niente animali immaginari tipo draghi verdi e simili;
  15. Non barare;
  16. Mandatemi un matrix entro il 22/06/94 per  ricevere  un simpatico riconoscimento in area;
  17. Oh, niente…
  18. I segni di interpunzione sono importanti, e vanno usati correttamente, per cui:
    -  tutti i segni di interpunzione vanno attaccati  alla parola precedente e seguiti da uno spazio;
    -  fanno  eccezione  alla  regola  precedente  i  segni gemelli (parentesi, virgolette,  ecc…)  che  vanno attaccati alle parole interne;
    -  fa  eccezione  alla  prima regola anche l’apostrofo, che e` attaccato sia alla parola  precedente  sia  a quella seguente;
  19. La  lingua  ufficiale  della CHATTER.ITA e` il klingon. Sono tollerati messaggi in italiano, oppure in inglese, francese,  tedesco,  spagnolo,  russo,  cinese o serbo-croato se forward da  aree  internazionali  (in  questo caso citare la fonte e` cosa gradita);
  20. Ricordate sempre che la tradizione che ci lega ai padri fondatori di quest’area ci fa ritenere il  nonnismo  un atto    altamente    formativo   e   fondamentale   per l’educazione delle nuove leve ed il loro pieno  inserimento nella comunita` (quindi, muti e rassegnati);
  21. Quando  il  moderatore si firma “Moderatore della CHATTER.ITA”  parla  ex  cathedra  vicarii  Georgii  Leonis Rutigliani Primi;
  22. Chiunque  dichiari di essere pazzo puo` essere esentato dallo scrivere in CHATTER.ITA, ma  chiunque  chieda  di essere  esentato dallo scrivere messaggi in CHATTER.ITA evidentemente non e` pazzo;
  23. Spazio riservato per espansioni future;
  24. E` vietato generare flame;
  25. Sono vietate le discussioni su quale  sia  il  migliore sistema operativo;
  26. Ogni Amiga e` bello a mamma sua.
  27. Leggete la FLIPPER.332 (Pubblicita` Progresso);
  28. Questo spazio e` stato intenzionalmente lasciato vuoto;
  29. Le firme devono essere limitate ad  un  massimo  di  80 caratteri, spazi compresi;
  30. Se  dovete  lamentarvi del comportamento tenuto in area da qualcuno, rivolgetevi IN MATRIX al moderatore: sara` suo   piacere   terminare  l’accusato,  l’accusatore  o entrambi;
  31. Partecipate anche voi al gioco: “Chi twitteremo  questa settimana?;
  32. E` vietato organizzare collette in CHATTER.ITA;
  33. Cercate   di  quotare  poco:  il  quote  rate  ottimale dovrebbe rimanere attorno al 35%, su base settimanale;
  34. Niente messaggi crittati  o  file  uuencodati  (per  il Zanolli: e nemmeno cazzate in rot13, ok?);
  35. Rendete  la vostra vita piu` interessante: insultate il moderatore;
  36. E` vietato pubblicizzare in area  i  nuovi  BBS,  cosi` come  segnalare regolarmente i nuovi arrivi di file sul vostro  BBS  preferito.   Per  queste  cose  esiste  la NEWS.ITA;
  37. Per  tutto quanto non e` espressamente previsto in questo documento, fate riferimento al  documento  “echopolicy”  disponibile su richiesta in matrix al moderatore (Max Negro, 2:332/433.3791) o al REC (Marcello  Ardini, 2:332/418);
  38. Evitate  di  inserire  messaggi  commerciali:  in CHATTER.ITA non si  fa  pubblicita`;  e`  ammesso  tuttavia segnalare  rivenditori o prezzi di prodotti (citando la fonte) purche` in maniera estemporanea;
  39. Non e` tollerata la propaganda politica,  di  qualunque segno essa sia;
  40. E`  tassativamente  vietato  inserire messaggi del tipo “questa e` una prova, mi ricevete?”:  per  queste  cose esistono le aree locali;
  41. NON URLATE: esistono anche i caratteri minuscoli, nonostante qualcuno a volte fatichi a ricordarsene;
  42. E` vietato l’ingresso in area a tutte le  persone  piu`
    alte di un paio di miglia.

Consigli per gli acquisti:
E`   disponibile   sul   2:332/417  il  file  GUIDA.ZIP un’inutile, simpatica, innovativa,  immancabile,  catartica, pantagruelica,   pirotecnica   raccolta  ipertestuale  della migliore produzione della CHATTER.ITA. E` richiesto un  lettore  HTML,  sono  previsti  sconti per comitive, militari e ragazzi.

Avvisi ai chatteranti:

Se non siete su Fidonet solo perche` la  vostra  faccia e`  orrenda,  percorsa da vene spezzate causa abuso di vino, gigantesche pustole causa abuso di nutella, con enormi  crateri  da  pustola  esplosa, la carne in putrefazione perche` siete morti, i vostri capelli stopposi, gli occhi strabici e i  denti  marci  (e quindi usate la telematica per non farvi vedere in giro), inviate  la  vostra  foto  digitalizzata  a Renato     Cifarelli    (2:331/506.4):    verra`    inserita nell’apposita area presente su Turbopas bbs.

N.B. se il vostro problema  e`  l’alito  pesante  o  la scarsa  propensione  alla  pulizia,  da  cui deriva un certo olezzo intorno a voi, inviate pure, almeno finche` non  esce lo stantard jpeg5s (Jpeg 5 sensi).

Ringraziamenti:
Vorrei  ringraziare Fabio “Kurgan” Muzzi, Paolo “Barba” Sinigaglia e Marco “Stupido” Bini per il loro insostituibile aiuto  nella redazione di questa policy. Senza di loro tutto questo non sarebbe mai stato fatto, per cui ricordate che io NON sono l’unico colpevole. 8-)

Varie ed eventuali:

Queste  regole  verranno  postate regolarmente in area. Nel caso vogliate  ottenerne  una  copia,  richiedetela  via matrix  al  moderatore (Max Negro, 2:332/433.3791) oppure al REC (Marcello Ardini, 2:332/418).

Se volete esprimere i vostri dubbi, commenti, insulti o altro su questa policy rivolgetevi al moderatore (Max Negro, 2:332/433.3791) IN MATRIX.


Max Negro - moderatore CHATTER.ITA
— ifmail v.2.8c(mn)
* Origin: One way to stop a runaway horse is to bet on him. (2:332/433.3791)

Algoritmi e curve temporali

Come programmatore sono sempre stato affascinato dagli algoritmi, specialmente se compatti ed eleganti

Ci sono, però, dei problemi per la cui soluzione non esistono algoritmi efficienti; di contro, per gli stessi problemi, se viene presentata una soluzione, questa è immediatamente e facilmente verificabile come corretta. Prendete, per esempio, una mappa con un sacco di isole e ponti: non esiste un algoritmo efficiente che tracci un percorso per visitare tutte le isole una sola volta, ma se vi viene presentata una soluzione, è facile capire se sia corretta. Un altro problema da un lato più teorico, ma con tremende ripercussioni pratiche è, dato un numero, capire se sia il prodotto di due numeri primi e di quali. Se quest’ultimo problema è semplice con numeri piccoli, non lo è, fortunatamente, per numeri molto grossi. Perché «fortunatamente»? Perché la gran parte di transazioni informatiche crittografate si basa su questo assunto. Se leggete che qualcuno ha trovato un algoritmo per fattorizzare rapidamente numeri di grandi dimensioni, iniziate a preoccuparvi davvero.

Charles Stross, uno dei miei autori di fantascienza preferiti, ha addirittura ipotizzato che la soluzione per via algoritmica di problemi NP-completi porterebbe rapidamente alla creazione di una singolarità tecnologica con conseguente fine della nostra civiltà. Robot 52 ha pubblicato il gustosissimo raccorto Anticorpi ambientato nell’universo della Lavanderia in cui Stross analizza, appunto, questa eventualità.

Per ora non è nemmeno stato dimostrato se esistano soluzioni algoritmiche ai problemi NP-completi. Secondo un articolo di Scott Aaronson pubblicato sull’ultimo numero di Le Scienze (a cui vi rimando per una trattazione più autorevole di questa), anche con i computer quantici non sarebbe possibile risolvere ogni tipo di problema, in particolar modo quelli NP-completi, per un mero fatto di leggi fisiche.

Meglio: di leggi fisiche attuali, perché sarebbe possibile realizzare un computer in grado di risolvere ogni tipo di problema (anche quelli ancora più complessi dei problemi NP-completi) usando leggi della fisica in contrasto con quelle attuali. Mi ha divertito abbastanza il concetto di computer che si basa sulle curve temporali chiuse (il nome scientifico dei viaggi arbitrari nel tempo): si tratta in pratica di un computer che risolve un problema in un tempo lungo a piacere che comunichi, però, la soluzione appena dopo che gli è stata sottoposta.

Forse un computer del genere non verrà mai realizzato, ma se lo fosse mi eviterebbe, finalmente, di sentire lamentele sulla lentezza di Windows. Il vantaggio sarebbe anche che la fine dell’Universo verrebbe prorogata indefinitivamente a causa del tempo necessario per far girare Windows.

Servono ancora i DVD?

DVD + USB + chipLa battaglia dei formati ottici è terminata con un vincitore, o con la resa dell’antagonista, ma ci servono ancora i supporti ottici rotanti?

Guardate la foto (mia) a fianco. Ho preso un DVD “a caso” tra la mia collezione, al centro ho messo un chip di silicio di dimensioni medie e in basso una chiavetta USB tipica presa con i punti fedeltà di una delle catene della GDO.

La chiavetta è di un paio di anni fa, se la comperassi adesso con quelle dimensioni (che includono l’interfaccia fisica USB) potrei eguagliare la capacità di memorizzazione di un DVD single layer.

Il chip al centro della foto dà più o meno l’idea delle dimensioni di un chip con 1 Gb di memorizzazione, forse anche di più.

Ciò scritto e premesso, che senso ha mantenere dei supporti ottici come i DVD e le loro evoluzioni? Un supporto ottico è relativamente fragile, sensibile al calore e alla polvere. Inoltre la lettura necessita di un meccanismo complesso basato su due motori elettrici (uno per far ruotare il disco, l’altro per spostare il pick-up in senso radiale) e un raggio laser.

Tutto questo popò di tecnologia e meccanica per una memoria a sola lettura o a lettura/scrittura come una chiavetta USB, ma ha ancora senso?

Immaginiamo una chiavetta USB con una tecnologia paragonabile a quella delle smart card attuali. Chiavette simili esistono già sul mercato: sono dispositivi di memorizzazione che consentono l’accesso ai dati solamente dopo aver presentato delle credenziali opportune. In questo modo i distributori di contenuti protetti da DRM (”con lucchetti”, per capirci) potrebbero avere un’ulteriore sicurezza alle loro paranoiche presunzioni di colpevolezza nei confronti di chi li mantiene: i loro clienti.

Per non parlare dei videonoleggi, che potrebbero riscrivere le chiavette (sempre con sistemi DRM) e far addirittura scadere le medesime anche se il cliente non riporta il supporto al centro di noleggio.

Il processo industriale di realizzazione di un supporto allo stato solido alternativo al DVD, sia esso write once o rewritable, sarebbe anche più veloce ed efficiente, visto che non sarebbe richiesta l’attrezzatura di stampaggio dei DVD.

Che senso ha, quindi, tenere in piedi tutto questo? Forse siamo davanti ad un altro “fenomeno VHS”, ma di dimensioni maggiori, anche se è presto per dirlo.

Fin dagli anni ‘60, periodo in cui si utilizzavano le bobine di nastro magnetico, la fantascienza aveva ipotizzato l’utilizzo di memorie allo stato solido, tipicamente dei cristalli, forse per il fascino esotico che esercitavano. Le ipotesi sono sempre state di una semplificazione dell’accesso fisico al supporto, ovvero si infila il supporto in una feritoia e voilà ecco i dati! L’hanno capito gli scrittori di fantascienza, l’ha capito chi gira ogni giorno con le chiavette USB e le smart card in tasca. Devono solamente arrivarci anche gli ultimi che mancano all’appello, ma fate in fretta però!

Aggiornamento del 19 Maggio: Silvio ‘S*’ Sosio ha pubblicato il suo punto di vista in merito a questo argomento in un articolo del suo blog.

Mojo racconta Babylon 5

Image by Mojo darthmojo.wordpress.comBabylon 5 è stato il primo impiego di un certo livello di Adam ‘Mojo’ Lebowitz, dove ha lavorato come artista e supervisore degli effetti speciali per la Foudation Imaging.

Mojo ha visto nascere e crescere i set di Babylon 5 dal pilot fino alla fine della terza stagione e ha deciso di condividere con i fan alcune foto e ricordi della produzione.

Per il momento il suo blog ha solamente un post sulla produzione di Babylon 5 dedicato alla realizzazione del corridoio centrale della stazione: le immagini e i commenti sono molto interessanti e meritevoli di una lettura. Le foto pubblicate sono disponibili (e scaricabili) in alta risoluzione.

Elefanti bianchi

Tanto tempo fa, quando era la fonte delle informazioni sul mondo dell’informatica, BYTE aveva pubblicato un articolo umoristico che spiegava come individuare il ruolo giusto di una persona in azienda attraverso un semplice test che consisteva nell’assegnare al candidato il compito di andare in Africa e cacciare un elefante bianco. A seconda della reazione del candidato, si sarebbe potuto capire quale sarebbe stato il ruolo più adatto in un’organizzazione.

Il matematico si reca in Africa, scarta tutto quello che non è un elefante bianco e prende uno a caso di ciò che rimane.

Il matematico esperto tenta di dimostrare l’esistenza univoca di almeno un esemplare di elefante bianco e, se ha successo, eseguirà l’algoritmo del matematico come esercizio.

Il professore di matematica dimostra l’esistenza di almeno un esemplare di elefante bianco e lascia il compito di catturarlo come esercizio agli studenti.

L’informatico crea un Algoritmo A così definito:

  1. Andare in Africa
  2. Posizionarsi su Capo di Buona Speranza
  3. Attraversare il continente da ovest a est e viceversa facendo un passo verso nord al raggiungimento dell’oceano
  4. Ad ogni passo catturare ogni animale in vista, compararlo con un elefante bianco noto e fermarsi se la comparazione ha successo.

L’informatico esperto colloca un elefante bianco dalle parti del Cairo per assicurarsi che l’algoritmo termini con successo.

Il programmatore Assembler esegue l’Algoritmo A procedendo a carponi.

L’ingegnere si reca in Africa e caccia animali bianchi a caso, fermandosi quando ne trova uno che pesa come un elefante bianco medio, più o meno 15%.

L’economista non caccia elefanti perché pensa che, se vengono pagati a sufficienza, si cacciano da soli.

Lo statistico caccia N volte il primo animale che vede e lo chiama “elefante bianco”.

Il consulente non caccia elefanti, bianchi o grigi che siano, e magari non ha la benché minima idea di cosa sia la caccia, ma emette fattura per una consulenza oraria con lo scopo di insegnare alle persone come si cacciano gli elefanti bianchi.

Il consulente della ricerca riesce anche a valutare la correlazione tra il colore del proiettile, il suo calibro e l’efficienza delle strategie di caccia all’elefante bianco, se solo qualcun altro riuscisse ad identificare un elefante bianco.

Il politico non si sporca le mani nella caccia, ma sarà ben felice di condividere l’elefante cacciato con tutti coloro i quali hanno votato per lui.

L’avvocato non va a caccia di elefanti bianchi, ma ne segue i branchi discutendo in merito a quale membro del branco appartengano gli escrementi lasciati indietro.

L’avvocato esperto di cause sul software dice di possedere un intero branco di elefanti bianchi esibendo come prova l’aspetto e il colore dei loro escrementi.

Il manager anziano attua una politica aziendale di caccia all’elefante bianco basandosi sull’assunto che un elefante sia come un topo di campagna, ma con una voce più profonda.

L’ispettore del controllo qualità ignora ogni tipo di elefante bianco e si concentra sugli errori commessi da altri cacciatori durante la preparazione della jeep utilizzata per la caccia.

Il venditore non ha la benché minima idea di cosa implichi cacciare un elefante bianco ed impegna il proprio tempo a vedere gli elefanti che non ha ancora cacciato in modo che siano consegnati al cliente due giorni prima dell’apertura della stagione della caccia all’elefante bianco.

Il venditore di software spedisce al cliente la prima cosa bianca che gli capita a tiro ed emette fattura per la vendita di un elefante bianco.

Il venditore di hardware si procura una lepre, la dipinge di bianco e la vende al cliente come elefante bianco da scrivania.

Buona caccia.

HP - EDS

Hewlett Packard

HP si è comprata EDS. Non troverete qui valutazioni di marketing o di alta finanza in merito ad un’acquisizione con cifre che ricordano più i discorsi di Zio Paperone che la nostra vita quotidiana.

Mi ha un po’ divertito la mail che Ron Rittenmeyer, CEO di EDS, ha spedito a tutti i dipendenti in cui dice che EDS è e rimarrà EDS. Se, da un lato, è quello che auguro ai dipendenti EDS (circa 3.300 solo in Italia), dall’altro non ci credo nemmeno per un minuto.

Ho vissuto da un punto di vista un po’ strano l’acquisto di una Digital Research (quella del VAX) oramai morente da parte di Compaq, che si è beccata delle belle polpette avvelenate (e non sto parlando di tecnologia). Poi nel 2001 HP e Compaq (che non godeva di buona salute) si sono praticamente fuse (questa volta ho vissuto l’evento ancor più da vicino) e le malelingue dicevano che la fusione fosse un trucco della Fiorina (l’allora CEO di HP) per mascherare la sua poca capacità manageriale. Dopo l’acquisizione/fusione (35% Compaq 65% HP se non ricordo male) HP aveva annunciato (almeno all’interno dell’organizzazione) di voler togliere di mezzo tutti i brand name Compaq nel giro di sei mesi: a titolo di esempio, il nome «ProLiant» dei server è ancora qui e i brand HP sono spariti dal mercato server, sebbene la qualità della rete di assistenza Compaq sia sparita. Fate voi. Nel 2001 è toccato ad HP ingoiare la polpetta avvelenata (che a sua volta conteneva ancora delle briciole della precedente), ma le conseguenze questa volta sono state notevoli per la rete di assistenza Compaq, di fatto spazzata via nel nome dell’ottimizzazione.

La Fiorina ha fatto la stessa fine della succitata rete di vendita quando il polverone della fusione si è calmato. Ora HP si lancia nel mercato dei servizi con EDS. Fortunatamente per me, non sono più molto legato al mondo Compaq (o a quel che ne è rimasto), con l’eccezione di una certa familiarità con i loro server, ora con la scritta «HP» davanti, ma pur sempre «ProLiant».

Adesso HP può insidiare davvero IBM, che, nel frattempo, ha pensato bene di liberarsi del fardello dell’hardware e si è concentrata sui servizi e sulla ricerca, dove c’è più polpa. EDS potrebbe portare molto ad HP nel campo dei servizi, ma a mio modesto modo di vedere HP è ancora troppo legata all’hardware e vergognosamente legata a Microsoft (provate a installare XP su un PC HP venduto con Vista e mandarlo in assistenza). IBM ha saputo rendersi indipendente, auguro la stessa cosa alla nuova cosa che è nata, ne trarremmo tutti giovamento.

In bocca al lupo: ne avete bisogno!

eLibri

iRex Iliad I libri elettronici sono uno dei gadget della fantascienza accessibili con la tecnologia attuale che mi piacciono di più. Una bella tavoletta leggera possibilmente robusta e antiurto che possa mostrare una quantità smodata di pagine leggibili con luce riflessa farebbe la felicità di moltissime persone. Nella fantascienza visuale probabilmente l’esempio più famoso è il PADD di Star Trek.

Al Salone del Libro di Torino lo stand Schenker ospitava un gruppo di persone della Simplicissimus giustamente entusiaste di presentare alcuni lettori di libri elettronici che loro distribuiscono in Italia: due versioni di iLiad della iRex Technologies (riprodotto nell’immagine di questo post) e un Cybook Gen 3 della Bookeen.

Si tratta di dispositivi basati sulla e-paper, ovvero su un display a luce riflessa come la carta stampata, non a luce emessa come gli LCD. La e-paper ha anche l’innegabile vantaggio di essere leggibile allo stesso modo indipendentemente dall’angolazione da cui la si guarda; si comporta, insomma esattamente come un foglio di carta incollato ad una superficie solida.

Cybook è il più piccolo e compatto dei due. Il suo schermo da sei pollici a 800×600 punti ricorda molto il formato di un paperback inglese. Il lettore di schede SD permette di avere a disposizione a prezzi ridicoli una grande quantità di memorizzazione per i libri elettronici. Si tratta di un semplice lettore di formati elettronici e nulla più: per molti utenti (specialmente chi non è uno smanettone) questo dispositivo fa quello che deve senza fronzoli inutili. Prezzo al pubblico in questo momento: 339,00 euro IVA compresa.

iLiad è un altro livello. Innanzi tutto è un pochino più grosso e ha un display da 1024×768 a sedici tonalità di grigio, che, grazie anche all’anti-aliasing, offrono una lettura più riposante. iLiad è un vero e porprio computer dedicato alla lettura. Come Cybook, monta una versione personalizzata d Linux, ma, a differenza del concorrente, è possibile realizzare applicativi di ogni tipo: sono già disponibili alcune applicazioni, tra cui un browser e una calcolatrice. La differenza tra le due versioni presentate è la disponibilità di un collegamento LAN Wi-Fi, a parer mio essenziale per questo tipo di dispositivi. iLiad permette inoltre di annotare facilmente le pagine dei libri elettronici e salvare le note come immagini all’interno del PDF stesso. Ovviamente è anche possibile creare ex novo documenti grafici e salvarli per usi futuri. Il prezzo dei due modelli è ovviamente superiore al Cybook: 499,00 euro per la versione senza Wi-Fi e 599,00 euro per la versione con il collegamento wireless. IVA compresa esclusa.

È indubbio che gli eBook siano destinati a diffondersi, non foss’altro per il minor impatto ecologico della carte elettronica rispetto alla controparte in polpa di legno. Ora è normale ascoltare musica attraverso player portatili e si sta diffondendo la fruizione di contenuti multimediali attraverso player similari. Provate ad immaginare una situazione in cui il vostro visualizzatore di eBook riceve di notte via Wi-Fi l’ultima copia del quotidiano a cui site abbonati e, quando andate alla stazione dei mezzi pubblici, un hotspot precedentemente configurato e abilitato vi trasmette l’ultima edizione della freepress che avete scelto. Non è uno scenario molto diverso dagli «abbonamenti» ai podcast attuali. Come rilevato anche da Vittorio Sabadin ne L’ultima copia del New York Times, i quotidiani su carta sono destinati lentamente a sparire anche a causa del loro essere anti-ecologici.

Non nascondo di essere un entusiasta di questi dispositivi, se solo il prezzo calasse ancora un pochino, sarebbe l’ideale.

Babylon 5 - Other Voices

Othe VoicesFra poco verranno spediti il volume 14 e 15 delle sceneggiature di Babylon 5 scritte da J. Michael Straczynski. Chi ha acquistato l’opera completa ha sicuramente già espletato le poche formalità necessarie per avere il quindicesimo volume in regalo autografato dall’autore. Scriverò del quindicesimo volume non appena mi arriverà, visto che tra i contenuti ci dovrebbe essere la storyline originale della serie, ovvero quella prevista se Michael O’Hare fosse rimasto nel ruolo di Sinclair.

Straczynski ha scritto 92 dei 110 episodi della serie; per leggere gli script dei rimanenti episodi bisogna, quindi, che i rispettivi autori decidano di pubblicarli. L’unico altro script pubblicato (prima dell’iniziativa di Straczynski) è stato quel capolavoro di Day of the Dead di Neil Gaiman di cui consiglio caldamente di procurarsi una copia, avendone l’occasione.

Ieri sera ho ricevuto una mail con l’annuncio che la prossima settimana sarà possibile ordinare il primo volume degli script che rimangono. Non vengono forniti altri dati se non la copertina riportata in questo post. Se andiamo a consultare HyperB5 possiamo cercare di capire quali potrebbero essere gli episodi presenti nel volume:

Spero che Straczynski riesca a pubblicare gli script commentati di tutti gli episodi della serie e magari anche quelli dei film TV e di Crusade, in quanto i primi tredici volumi sono stati una lettura veramente gustosa.

Aggiornamento del 15 Maggio: Il volume è ora ordinabile e ne usciranno altri due. Gli episodi inclusi sono Born to the Purple, The War Prayer, Deathwalker, Belivers, Survivors e Grail.