Dan Vasser è un cronista di un giornale di San Francisco: ha una bella famiglia, una moglie attraente, un figlio talentuoso musicista e a giudicare dalla casa e dalla splenda Mustang fiammante pure un discreto tenore di vita.

Tutto fila liscio fin quando improvvisamente e inesplicabilmente comincia a compiere dei brevi viaggi a ritroso nel tempo che lo portano inizialmente nel 1987.

Si rende presto conto che le sue azioni hanno delle ripercussioni sul futuro e che ogni viaggio che compie corrisponde un assenza di ore o anche giorni dal suo presente.

Questo rischia di mandare a monte il matrimonio e il proprio posto di lavoro in quanto chi gli è vicino non riesce a darsi delle spiegazioni logiche alle sue improvvise e misteriose scomparse, e si fanno quindi strada le ipotesi che il buon Dan sia vittima un qualche disturbo nervoso o che addirittura faccia uso di stupefacenti.

 

A rivestire i panni di Dan Vasser troviamo un volto molto conosciuto e apprezzato, l'attore scozzese Kevin McKidd che in motli ricorderanno nell'interpretazione di Lucius Vorenus, straordinario protagonista nel serial Rome o come Tommy nel film Trainspotting.

Al timone di comando troviamo un bel duo con Kevin Falls sceneggiatore e produttore e Alex Graves alla regia entrambi plurivincitori del prestigioso premio Emmy per la serie The West Wing.

Gretchen Egolf (Roswell, Martial Law) è Katie, la sconcertata e inquieta moglie di Dan, mentre nel ruolo della vecchia fiamma deceduta nel presente ma protagonista nei viaggi a ritroso del tempo, troviamo quella Moon Bloodgood che abbiamo già visto ricoprire un ruolo assolutamente simile in Day Break; non c'è che dire, una vera e propria veterana dei paradossi temporali.

 

Ed è proprio a Day Break e a Quantum Leap che questo telefilm paga il maggior debito di riconoscenza attingendo senza ritegno a piene mani numerosi elementi da entrambe le serie, e anche se la storia sembra essere costruita decentemente l'argomento è ormai letteralmente abusato e il telespettatore mentre scorrono le immagini non può non provare una spiacevole sensazione di già visto e già sentito, per restare in tema un vero e proprio dèjà vu.