raccontata da Riccardo Valla

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STORIA DELLA FANTASCIENZA

Alfred E. Van Vogt La storia della fantascienza, dall'epoca di Verne e Wells fino all'era del cyberpunk, è affascinante. Riccardo Valla, uno dei maggiori esperti italiani, ce la racconta un po' per volta, in ordine sparso.

Lasciamo per il momento da parte i robot dello scorso mese per parlare di un autore che da qualche tempo viene citato in riferimento a Dick, il quale prende da lui alcuni spunti di "space opera metafisica", come la chiama Clute. Da qualche tempo le riedizioni di van Vogt si sono rarefatte, e non è chiaro se sia cambiato il gusto del pubblico o se ci siano questioni di diritti. Finisce però che solo i vecchi lettori lo conoscono e i giovani lettori si chiedono che cosa leggere di suo.

Premettiamo alcune osservazioni sulla fortuna di van Vogt. Diversamente dal tipico autore di fantascienza, van Vogt non ha frequentato l'ambiente fantascientifico americano, con le sue piccole cricche e le sue prevenzioni. Invece di scrivere da dilettante per le pubblicazioni amatoriali, s'è fatto la "gavetta" sui giornali e presso le radio, e anche se cominciò a leggere le riviste di fantascienza nel 1929 (era nato nel 1912), l'idea di scrivere quel tipo di storie gli venne quando prese una copia della rivista "Astounding", dieci anni più tardi, e vi trovò il racconto di John Campbell La cosa da una altro mondo. Inviò un proprio racconto alla rivista e, quando Campbell gli chiese alcune modifiche, gli mandò un altro racconto, che venne accettato. In genere si include van Vogt nella "scuderia" di autori scoperti da Campbell, insieme ad Asimov e Heinlein, ma c'è una certa differenza tra van Vogt e gli altri due, così come tra loro e un altro autore "campbelliano", ossia Sturgeon. Ma mentre c'era sempre una piccola ostilità tra Campbell e Sturgeon (che si vedeva rifiutare molti racconti, con le scuse più diverse) pare che tra van Vogt e Campbell ci fosse perfetto accordo.

Forse Campbell vedeva in van Vogt alcuni elementi vicini alla sua produzione: la dimensione "kolossal" della sua immaginazione "galattica" (con la ripresa delle "storie di super-scienza" che Campbell ed E.E. Smith scrivevano all'inizio degli anni 30) e anche la disinvoltura nel prendere una storia horror e trasformarla in fantascienza (Campbell l'aveva fatto nella Cosa da un altro mondo).

Comunque, non bisogna pensare che prima di Campbell la rivista fosse dedita alle storie avventurose più truci e che sia stato Campbell, col suo arrivo, a nobilitarla da un momento all'altro. Campbell era subentrato al precedente direttore, F. Orlin Tremaine, col numero di gennaio del 1938, ma da anni collaborava alla rivista con articoli (firmati Campbell, mentre i racconti erano sotto pseudonimo) non molti diversi da quelli del direttore di una rivista come quella. Inoltre anche Tremaine cercava di trovare nuovi autori diversi da quelli della generazione precedente: negli ultimi tempi della sua direzione aveva lanciato un nuovo tipo di storie, chiamate "varianti di pensiero", che prendessero i temi già noti e li sviluppassero in modo imprevedibile: l'età dell'oro della fantascienza comincia dunque da lui. Qualche tempo c'era all'asta una sua lettera e (anche se non si dovrebbe leggere la corrispondenza altrui) mi pare interessante riportarne il contenuto. Lettera dell'8 marzo 1937, da Tremaine a Roy A. Squires:

"Caro signor Squires, con molte delle cose da lei dette sono completamente d'accordo. Per questo ho cercato di sviluppare un gruppo di scrittori più giovani, più freschi, anche se non sono artisti rifiniti come Schachner e Fearn. Penso che in questo modo continueremo a scoprire nuovi intrecci (plot), mentre molti dei nostri più vecchi scrittori hanno raggiunto un punto in cui non vedono più nulla di nuovo su cui scrivere".

Sembra scritta da Campbell! Del resto, la gestione di Campbell, caratterizzata dall'interesse per romanzi ricchi di commenti e di spunti di riflessione, e non solo di avventure, comincia dopo il 1940. Van Vogt rientra bene in questa ricerca di nuovi spunti condotta da Tremaine, anche se le sue prime storie appaiono dopo l'uscita di Tremaine dalla direzione. La prima ad apparire è Black Destroyer nel luglio 1939: l'episodio di Coeurl di Crociera nell'infinito (nella prima edizione italiana c'è stato un errore di copertina, come si vede confrontando con l'edizione originale il fotomontaggio di quel vecchio Urania). Un'astronave, chiamata Beagle come la nave di Darwin, esplora i mondi della Galassia e su un vecchio pianeta morente trova un predatore quasi invincibile. In seguito van Vogt scriverà altri incontri della nave Beagle con strani extraterrestri, e l'intera serie ha vari elementi d'interesse. Per prima cosa, e nonostante le tentazioni forti, evita la sorte di tutte quelle astronavi che nel primo episodio partono sfruttando una scoperta fatta in cantina dal protagonista (ossia, per così dire, con le toppe scientifiche al culo), e pian piano scoprono tutto lo scibile e qualcosa di più, fino a rivoltare lo spaziotempo come un calzino: i cicli di E.E. Smith, Aarn Munro di Campbell e le loro imitazioni scritte da Williamson e Hamilton. Nel loro viaggio, gli scienziati dell'astronave Beagle imparano plausibilmente un pochino di scienza, ma soprattutto di saggezza. Gli extraterrestri - almeno i primi - sono ben studiati, e sono interessanti anche le "scienze" che van Vogt inventa per l'occasione: il "nexianismo" ("connettivismo" nella traduzione italiana) e la teoria dei cicli storici di Spengler divenuta dogma. Con questo racconto compare anche il primo dei "superuomini" scientifici di van Vogt: grazie alla sua scienza, il "connettivista" è superiore al nemico. Che cos'è il connettivismo"? E' la prima delle nuove scienze inventate da van Vogt, che negli anni seguenti inventerà l'enjergia vibrazionale, quella temporale e la No-ologia del ciclo di Isher, la "similarizzazione" del Non-A e altre varianti della psicologia e della fisica. Da una parte, in esse è il suo passato di lettore di Amazing Stories che ritorna: il primo inventore dei nuove scienze fu E.E. Smith: mentre prima di lui gli scrittori di fantascienza inventavano nuovi sviluppi delle scienze vecchie, Smith, più sbrigativamente, inventò un'intera nuova scienza che, essendo stata inventata da lui, non richiedeva lunghe documentazioni, Curioso come queste finte-scienze vanvogtiane siano state sempre accolte senza problemi dai lettori; l'unica che destò contestazioni fu il non-aristotelismo - che però era tratto fedelmente dall'opera di uno psicologo degli anni 30, la Nuova Semantica di Korzybski (evidentemente, van Vogt le inventava meglio).

In sostanza però il racconto Black Destroyer è una nostra vecchia conoscenza: presenta un incontro con una di quelle forme intelligenti e inumane che caratterizzavano le storie horror (su Weird Tales, Conan ne incontrava a ogni piè sospinto) e in effetti il felino Coeurl è un succhiatore di anime e ha le irritanti caratteristiche di invincibilità dei vampiri, ma van Vogt riesce a nascondere dietro grandi volute di fumus fantascientifico questa sua natura.


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STORIA DELLA FANTASCIENZA

In dicembre, sei mesi più tardi, ossia giusto il tempo per scrivere un racconto e mandarlo, ritorna l'astronave Beagle con Discord in Scarlet, l'episodio di Ixtl, il mostro che passa attraverso i muri. Anche ora, il nemico invincibile viene vinto ritorcendo contro di lui la sua stessa psicologia, invece di mettere in campo un'escalation di armi sempre più grosse come avrebbero fatto Hamilton o Fearn ("Vargo Statten") o di inventare gli equivalenti dei paletti di legno appuntiti: è questa la differenza tra la normale space opera e la space opera metafisica.

Campbell aveva anche un'altra rivista, Unknown, che pubblicava storie tra la fantasy e la fantascienza, e il mese dopo vi compare The Sea Thing, in cui alcuni uomini che vivono su un'isoletta e danno la caccia agli squali subiscono l'attacco di un "dio squalo", uno squalo intelligente che quando esce dall'acqua ha forma umana. Il racconto è una storia horror basata su una leggenda polinesiana ed è un piccolo classico delle storie di licantropia (con lo squalo mannaro invece del lupo mannaro). Come tipo di racconto, però, è anch'esso sul genere di molte storie di Weird Tales; avventure analoghe ne incontrava spesso il più noto personaggio della rivista, il detective Jules de Grandin, inventato da Seabury Quinn.

Ad agosto esce su Astounding Vault of the Beast, La torre di Kalorn, anch'esso basato sul "mostro" e su una idea scientifica: i numeri primi. Il mostro è questa volta un robot capace di assumere tutte le forme. Con una folgorante carriera nel mondo degli affari (ha ucciso e sostituito alcuni grandi finanzieri) riesce a ridurre in povertà il più grande matematico della terra e a proporgli un lavoro che lo farà ritornare ricco: aprire un antico manufatto lasciato dall'antica razza dei marziani. L'apertura è basata sul più alto numero primo e van Vogt espone con ingegnosità l'argomento; quanto poi alla carriera finanziaria del robot-sosia, è fulminante! Anche se è uscito dopo gli altri, questo era il primo racconto inviato da van Vogt alla rivista. Questo racconto è forse quello in cui compare meglio la teoria di van Vogt secondo cui bisogna cambiare bruscamente il filo della narrazione ogni cinque o sei pagine (una tecnica di cui parla egli stesso). I risultati però non sembrano eccelsi: prima abbiamo la storia del robot sull'astronave, poi prende l'aspetto di una serie di uomini, poi viene fuori l'antica civiltà marziana, poi la natura dell'edificio e infine il puzzle numerico. L'unico risultato di tutti questi salti è di abbandonare qualche spunto che poteva essere utilmente approfondito.

Con la successiva storia di van Vogt entriamo in un romanzo che mette insieme vari spunti, ma usandoli in modo diverso da quello tradizionale: la telepatia che piaceva a E.E. Smith (passato in quegli anni dall'astronave Skylark alle storie dei Lensmen), il personaggio del giovane inventore che fa le scoperte in cantina, e un'immagine che torna molte volte nelle opere di van Vogt: il mondo senza storia (che in van Vogt è il futuro che ha perso il contatto con il passato), cosicché vi è impossibile un'evoluzione politica. E' anche il primo romanzo da lui scritto, e si tratta naturalmente del Segreto degli slan, apparso in quattro puntate a partire dal settembre 1940.

Slan è in apparenza un romanzo abbastanza unitario, anche se è diviso in tre parti staccate: la prima inizia con la "Nonnina" e arriva fino a quando Cross scopre gli slan senza antenne, poi c'è il periodo in cui si nasconde per effettuare le sue scoperte, e la terza parte è costituita con il ritrovamento delle vecchie città slan, il suo viaggio tra gli slan di Marte e il finale. L'inizio è da giallo hard-boiled, e la città del futuro in cui si muove il protagonista è bloccata nel tempo, a una sorta di 1940: la Nonnina ha il carretto e il cavallo e fa la straccivendola, per le strade gira qualche Packard di quelle col predellino largo. Senza stare a fare sul romanzo un grande studio filologico, c'è il sospetto che il romanzo derivi da uno dei lavori di "taglia e cuci" che caratterizzeranno van Vogt verso il 1950. Basta guardare gli scompensi della trama: un po' gli slan sono dati per artificiali e un po' no, c'è una enorme organizzazione di slan senza antenna di cui nessuno s'accorge. Probabilmente in origine era un racconto lungo che è stato ampliato: forse una storia contemporanea su scienziati hitleriani o sovietici che fabbricano telepatici. La polizia segreta (capitanata da una sorta di Beria) dà la caccia agli esseri artificiali che leggono nel pensiero e poi risulta che il capo del governo è uno di quegli esseri artificiali: una storia mezzo fantastica quale si poteva scrivere in quegli anni, anche se non il tipo che piaceva a Campbell. In questa storia iniziale, van Vogt sembra avere incastrato tutta la parte sugli slan senza antenne che hanno colonizzato Marte. Forse erano due storie diverse: quella con gli scienziati sovietici, i telepatici e la polizia segreta, e una seconda storia con la setta di scienziati che, senza che nessuno lo sappia, hanno inventato le astronavi, le macchine per leggere i pensieri e colonizzano Marte. Sia come sia, van Vogt ha messo insieme bene le sue storie, e il romanzo che ne è venuto fuori trae forza dall'unione, ma se si va a guardare, i punti di distacco tra le due trame si notano.

Nel luglio 1941 appare il racconto che entrerà poi nel ciclo di Isher come premessa, The Seesaw. Qui un uomo dei nostri giorni entra in un misterioso edificio comparso improvvisamente nella sua cittadina e al suo interno trova gli uomini del futuro: quell'edificio è un "Negozio d'Armi", associazione che in quel futuro è l'opposizione contro il Leviatano, la monarchia assoluta della dinastia Isher. L'imperatrice Innelda ha deciso di sbarazzarsi finalmente di quel negozi, che mettono i cittadini in grado di difendersi dallo strapotere del super-mercantilismo di quell'epoca, e ha usato una nuova forma di energia per colpire i Negozi. Invece di essere distrutto, però, il Negozio è stato inviato nel passato. L'organizzazione dei Negozi d'Armi scopre la natura dell'attacco e usa l'uomo del 1950 per allontanare il pericolo, e come conseguenza il nostro contemporaneo si trova a oscillare tra passato e futuro, in un'"altalena" sempre più ampia. Anche ora, come in gran parte dei racconti più importanti del van Vogt degli anni più creativi, dal 1939 al 1947, la forza del racconto sta nell'efficace mescolanza di un tema classico con un trattamento da fantascienza avventurosa (un trattamento da space opera; ma, come si è detto, quella di van Vogt è una space opera metafisica). Infatti questo racconto ha una lontana origine da un vecchio tema delle fiabe: un uomo entra nel palazzo degli elfi e quando ne esce, per lui è passata un'ora, ma per il mondo sono passati cent'anni. Qui non sono gli elfi ma i magici uomini del futuro e non sono i cent'anni, ma l'altalena (seesaw) tra passato e futuro.

Il successivo anno, 1942, corrisponde all'inizio del grande successo di van Vogt. Il suo primo importante racconto dell'anno è una storia sul tipo di quelle della nave Space Beagle: Co-operate--or Else!, aprile 1942. Il protagonista alieno è qui una creatura con "il più perfezionato sistema nervoso dell'universo". La storia, forse partita nelle intenzioni dell'autore come un'avventura della nave e dei suoi scienziati, finisce per svilupparsi in un modo autonomo: diversamente da Coeurl e Ixtl, il rull è l'esponente di una razza altrettanto organizzata quanto quella umana e per ottenere la vittoria non basta Grosvenor il connettivista con i suoi trucchetti psicologici. Perciò la storia descrive il tentativo di raggiungere una cooperazione che può portare alla pace tra le razze. Del resto, alcuni, anni dopo, van Vogt non metterà questa storia nelle avventure della Space Beagle (magari adattandola allo scenario delle altre), ma la cucirà con altre storie per costituire uno dei suoi romanzi meno unitari (La guerra contro i rull, in italiano Tutto bene a Carson Planet).


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Dopo alcune storie di medio interesse, nel dicembre esce uno dei più famosi romanzi di Van Vogt, The Weapon Shop, legato a The Seesaw non solo perché presenta di nuovo il futuro con l'Impero Isher e i Negozi d'Armi, ma perché anch'esso inizia con l'imprevista comparsa di un Negozio in un piccolo paese dell'epoca. Il protagonista Fara Clark dapprima si oppone al Negozio e poi finisce per diventarne un sostenitore e nel romanzo vediamo altre sfaccettature dell'Impero Isher e dei Negozi d'Armi: apprendiamo il modo in cui i Negozi e il loro tribunale aiutino i cittadini a difendersi dall'oppressione.

Due mesi dopo, febbraio 1943, appare una sorta di seguito: il romanzo The Weapon Makers (Hedrock l'immortale). La storia si svolge a poca distanza dalla precedente. Questa voltra l'Imperatrice Innelda degli Isher vuole tenere segreta l'invenzione di una nave interstellare, ma il fratello di uno degli inventori, Neelan, scopre il segreto e si allontana nello spazio. A parecchi anni luce dalla terra viene catturato da una razza extraterrestre che si serve di lui per studiare l'uomo e per giungere infine alla conclusione che l'uomo è la razza capace di dominare quella parte di universo. Intanto, Hedrock, l'uomo che millenni prima ha inseieme creato l'impero e i Negozi (anche ora, come in Slan, al comando di una delle due parti in conflitto c'è l'altra) cerca di convincere l'imperatrice a rinunciare al segreto.

Da notare che in origine è molto meno un "seguito" che non nella versione in volume. Nella versione in volume del primo romanzo compaiono pezzi di raccordo scritti negli anni seguenti e in quella in volume di Weapon Makers ci sono varie modifiche: nel primo romanzo viene inserita la figura di Cayle Clark, nel secondo viene ampliata quella di Hedrock che fa da collegamento tra i due romanzi. Nella versione finale scompare del tutto il primo capitolo in cui Neelan cerca notizie del fratello, poi vengono attribuite a Hedrock le parti che si svolgono all'interno dell'astronave e che nella prima versione avevano per protagonista Neelan (anche ora, come in Slan, c'è un'astronave che atterra nella città e nessuno se ne accorge...); per semplificare il proprio lavoro di riscrittura, van Vogt dice all'inizio che Hedrock dà come falso nome Neelan, ma dopo un po' cominciano a comparire varie incoerenze: per esempio, Hedrock si trova contemporaneamente sulla terra e nello spazio. Da notare che a un certo punto, per semplificarsi il lavoro, van Vogt dice che gli extraterrestri mettono Hedrock nel corpo di Neelan, e il curioso è che proprio questo sdoppiamento di prospettive compaia pressoché identico nel finale del film 2001: forse Clarke aveva in mente il romanzo di van Vogt quando ha suggerito a Kubrick la scena che si svolge nella stanza settecentesca alla fine del film. Anche ora, comunque, la riscrittura aggiunge alla storia originale varie sfaccettature (ma sarebbe interessante inserire nella nuova edizione, magari in nota, le parti tagliate: alcuni punti poco chiari troverebbero una spiegazione).


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