Un’ingegnosa carrellata di fronte al corpo di un enorme bestione appena abbattuto è ottenuta facendo camminare gli attori di fronte ad uno schermo sul quale, dal retro, viene proiettata la sequenza preparata dai tecnici degli effetti visivi. King Kong era in effetti il primo titolo della RKO a far ricorso alla tecnica della proiezione di sfondo, o retro-proiezione. Per il film il tecnico Sidney Saunders inventò un nuovo schermo realizzato in cellulosa sul quale proiettare il materiale precedentemente girato, in sostituzione del vetro smerigliato che si era usato sino ad allora, e per questa innovazione tecnica si meritò un premio Oscar. Tutta la parte nella quale gli uomini della nave si addentrano nella foresta è altamente spettacolare, per le creature gigantesche che vengono avvistate, anche durante l’attraversamento della palude con l’attacco del mostro acquatico. Per molte di queste sequenze vennero utilizzati sino a quattro diverse lastre trasparenti sulle quali erano dipinti diversi elementi scenografici (alberi, tronchi, liane, rocce...). Per dare profondità di campo all’inquadratura ciascuna di queste era posta ad una diversa distanza dall’obiettivo e per aumentare l’effetto stesso della profondità generalmente anche la tonalità era scura per gli elementi in primo piano, media per quelli in mezzo e tendente al chiaro per quelli sullo sfondo. Una delle scene più famose riguardava l’attraversamento di un tronco sospeso su un precipizio.
Gli attori vennero ripresi su una passerella inclinata, in uno studio vuoto. Il modellino di Kong che ruota il tronco era stato animato a passo uno su uno sfondo del paesaggio dipinto. Tra la macchina da presa e il pupazzo era interposta una lastra di vetro sulla quale erano state attaccate foglie vere, per incrementare la profondità dell’immagine e la percezione della realtà. In fase di stampa, ricorrendo alla tecnica del mascherino, gli attori venivano inseriti nel girato di fotografia speciale realizzato separatamente da O’Brien e il suo team. Si tratta di una sequenza tecnicamente sorprendente ancora oggi. Durante questa scena alcuni uomini cadono dall’albero e precipitano nel vuoto. Originariamente si sarebbe dovuto vedere la sorte che toccava a questi marinai, che in fondo al baratro venivano divorati da ragni giganti. Fu girata e montata ma tagliata prima dell’uscita per volere dello stesso Merian C. Cooper perché ritenuta troppo impressionante. Si tratta in effetti di una sequenza divenuta mitica proprio perché nessuno spettatore l’ha mai potuta vedere. Peter Jackson ne ha creata una versione sua nel suo remake e a proposito di quella sequenza perduta ha detto: “La scena dei ragni nel canalone è, ovviamente, una scena mitica, che era nella pellicola originale che fu poi tagliata all'ultimo minuto. E’ diventata mitica perché ne sono rimaste solo delle fotografie. Io ho voluto metterla nella nuova pellicola in quanto fan di Kong, perché ho pensato che fosse realmente da brivido poter vedere King Kong con una versione della scena.” In questa Jack Driscoll (Adrien Brody) e Carl Denham (Jack Black) con altri superstiti del gruppo si trovano nel fondo della gola e sono assaliti da insetti giganti e altre strane creature. Per Jackson “era inoltre un'occasione per mostrare un po’ di più dell’Isola del Teschio, perché una delle cose che davvero mi sono sempre piaciute della storia di King Kong era che tutte le creature e gli abitanti dell'isola abitavano in una sorta d’inferno in terra, una giungla sopravvissuta al trascorrere del tempo. Per quanto mi piacciano i tirannosauri, i brontosauri ed i dinosauri classici volevo anche inserire anche alcune delle altre paurose creature striscianti che c’erano originariamente sull’isola, e i ragni ci hanno dato la possibilità farlo.”
Un’altra sequenza eliminata, ma per ben altri motivi, fu quella nella quale Kong, dopo aver attraversato una zona vulcanica, arriva con Ann su uno spiazzo posto in alto sulla montagna del teschio che sovrasta l’isola. Prima dell’arrivo del pterodattilo che permetterà alla donna di fuggire il gorillone si trastulla un po’ con lei, girandole la testa e toccandole il corpo con il suo ditone, inducendo qualche velata allusione di carattere sessuale. Erano gli anni in cui gli esponenti della Chiesa cattolica, protestante e delle altre confessioni religiose minori, alzavano la voce contro l’industria cinematografica hollywoodiana, accusata di promuovere immoralità, vizio e violenza. L’ambiente del cinema reagì istituendo la MPPDA, l’associazione dei produttori e dei distributori cinematografici, al cui vertice fu eletto William Hays, un avvocato repubblicano dell’Indiana. La MPPDA pensò bene di redigere un codice di regolamentazione che rassicurasse i più moralisti mettendo al bando situazioni che fossero ritenute scottanti, o anche solo allusive. Il Codice Hays fu redatto in gran parte dal sacerdote cattolico Daniel A. Lord, della Compagnia di Gesù, e da Hays stesso. King Kong ebbe la sua prima mondiale il 2 marzo 1933 e fu inizialmente distribuito, a partire dal 10 aprile, con la sequenza “del dito” ma quando l’anno seguente, in concomitanza con la creazione della Catholic Legion of Decency, la Legione Cattolica per la Decenza, il Codice fu modificato e reso ancora più restrittivo, la sequenza fu tagliata. La protagonista Fay Wray anche decenni dopo ricordava che molte persone le parlavano spesso della sequenza nella quale “lo scimmione sta tirando i vestiti alla ragazza”, che evidentemente col tempo era diventata molto più ricercata dagli appassionati di cinema proprio perché censurata durante tutto il periodo di attuazione del Codice Hays. La scena è comunque oggi presente nelle più recenti e curate versioni per home video in circolazione, compresa una molto recente in DVD.

Kong insegue furioso Ann e Jack (Bruce Cabot), e distrugge il portone d’ingresso messo a protezione del villaggio. I componenti della tribù fuggono terrorizzati e tra questi si scorge fugacemente Hattie McDaniels, che poi sarebbe diventata famosa qualche anno dopo come la Hattie di Via col vento e, curiosamente, in quel film per la scena dell’incendio di Atlanta fu dato alle fiamme proprio il muraglione di cinta che era stato costruito per le scenografie di King Kong.