a cura di

Luigi Pachì

Numeri 1 Carmilla


Numeri Uno, la column dedicata alle pubblicazioni di fantascienza apparse in Italia nel corso degli anni attraverso la disamina del loro primo fascicolo, continua alla caccia di pezzi rari. Un'occasione unica per i curiosi e i potenziali collezionisti per vedere le copertine dei mitici numeri 1 di molte delle testate che hanno tracciato la storia della science fiction nel nostro paese. Restate sintonizzati su queste pagine tutti i mesi perché le sorprese non mancheranno di certo.

Dopo un po' di esperienza amatoriale giunge nelle edicole nel novembre del 1998 Carmilla. Si tratta di un progetto che vede nei panni del direttore editoriale Valerio Evangelisti, supportato da un nutrito gruppo di persone, molte delle quali ben note nel mondo del fantastico italiano. Si tratta di Dazieri, Garlaschelli, Masali, Monina, Vallorani, Clun, Cardetti, Filippini, Maccentelli, Marchesini, Paggi, Tinelli, Asciuti, Gallo, Marti, Catani e Scalone. Il prodotto in sé è buono sebbene soffra di due problemi critici: il prezzo e la periodicità. Nel primo caso parliamo di 15.000 lire (che per una rivista può essere troppo, considerando le tasche dei lettori, specialmente quelli più giovani), nel secondo caso si tratta di un periodico semestrale, con i problemi tecnici che ne competono (mancanza di visibilità costante, lettori che dimenticano che sono passati sei mesi ed è ora di cercare il nuovo numero, impossibilità di essere tempestivi con notizie e recensioni, ecc.). Se a tutto questo aggiungete che sul primo numero è apparsa ­ nonostante la periodicità semestrale - la prima puntata di un romanzo di Nini Maccentelli (I martiri di Zoyss) e vi sono ben quattro interventi su fantascienza e politica (la storia di Robot insegna), all'apparenza si tratta di un cocktail talmente esplosivo che difficilmente riusciamo a vedere il seguito di questa rivista. E' però vero che i tempi sono cambiati e che, magari oggi, un prodotto così confezionato possa avere un suo fortunato futuro. Del resto Carmilla è rifinito graficamente molto bene e al suo interno ha anche molti punti positivi come, ad esempio, un perfetto editoriale, un approfondimento sulla fantascienza francese di tutto rispetto e degli ottimi racconti a contorno. Insomma, il Numero Uno da presentare su questa rubrica c'è, ora vediamo se ne riusciranno a seguire anche degli altri. Noi appassionati di fantascienza non possiamo far altro che sperarlo.



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