Questo è un concetto che coinvolge veramente "il pubblico" nell'esplorazione spaziale, anziché una ristretta elite di astronauti. Questo è un potenziale beneficio che possiamo trarre dall'abbandonare la costosa pratica di lanciare corpi umani nello spazio. Possiamo trovare un'analogia nella rivoluzione dei computer: l'esplorazione dello spazio condotta dalla NASA, come i "mainframe", i grossi elaboratori centrali, viene rimpiazzata una "personal" esplorazione dello spazio condotta da studenti universitari e hobbisti.

In questo scenario l'esplorazione dello spazio diventa qualcosa di simile agli altri ambienti digitalizzati e computerizzati: la visualizzazione scientifica, la computergrafica, la realtà virtuale, la telepresenza. Il sistema solare è saturato non dalla gente ma dalla copertura dei media.

Lo spazio esterno diventa il cyberspazio esterno.

Benché questo scenario sia "realistico", non è ancora evidente. E' solo un sogno da scrittori di fantascienza, una visione dell'esplorazione dello spazio: la telepresenza circumsolare. Come sempre molto dipende dalle circostanze, da eventi fortunati, e da variabili imprevedibili come la volontà politica. Ciò che appare chiaro, però, è che i piani della NASA sono terribilmente inverosimili; essi sono sopravvissuti a ogni contatto con la realtà politica, economica, sociale e anche tecnica degli anni novanta.

Non c'è più alcun reale motivo di mandare esseri umani nello spazio per tenere alte le bandiere.

Ma "esplorare lo spazio" non è un'idea "irrealistica". Questo è stato dimostrato. Il problema ora è su perché, come, e a che scopo. E' vero, l'esplorazione dello spazio non è importante come lo era la corsa allo spazio "vivi o morti" nella gara della Guerra fredda. La scienza dello spazio non può realisticamente aspettarsi gli stessi stanziamenti che otteneva la NASA per motivi di prestigio politico americano. Quell'epoca è ormai finita, ormai è storia.

Ciononostante l'astronomia è importante. C'è un profondo e sincero interesse in questi argomenti. Un interesse nelle stelle e nein pianeti non è una stramberia. L'astronomia è la scienza umana più antica. E' profondamente radicata nella psiche umana, ha una grande continuità storica, ed è diffusa in tutto il mondo. Ha la sua propria consistenza, e se i suoi piani saranno piccoli e realistici e giocati con la dovuta forza, potranno avere un brillante successo.

Il mondo non ha veramente bisogno dei miliardi della NASA per studiare il sistema solare. Davvero, onestamente, l'esplorazione dello spazio non ha mai avuto più di una piccola frazione del budget della NASA fino a oggi.

I progetti di questo tipo non saranno più appannaggio di burocrazie federali militari o industriali. I progetti dei microesploratori potranno essere portati avanti da università, dipartimenti di astronomia, e piccoli consorzi di ricerca.

Saranno il risultato della forza straordinaria delle tecnologie della comunicazione e dei computer degli anni novanta, e non della morente, centralizzata, militarizzata tecnologia missilistica degli anni sessanta.

Ciò che dobbiamo porci come primo obiettivo è creare un cambiamento nel clima di opinione sulle reali potenzialità dell'esplorazione spaziale, che come noi è cresciuta nella Guerra fredda, e come noi ora deve trovare un nuovo modo di vivere. E, come dimostra la storia, la fantascienza ha un ruolo reale di influenza sull'esplorazione spaziale. La storia ha mostrato che la vera esplorazione spaziale non è fatta di budget, ma di sogni. Nel suo cuore è sempre stata un sogno. Allora iniziamo a crearlo.

"Can we use this column for Delos?"

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