Giuseppe Lippi (dal 1990)

Giuseppe Lippi (illustrazione di Giuseppe Festino)
Giuseppe Lippi (illustrazione di Giuseppe Festino)
Benché sia imbarazzante parlare di se stessi in terza persona, la sfida sarà accolta per ragioni di completezza. Giuseppe Lippi lavorava da tempo per gli Oscar Mondadori, dove aveva seguito la collana Oscar fantascienza e curato le collane Oscar fantasy e Horror. Quando, nel dicembre 1988, Laura Grimaldi e Marco Tropea (rispettivamente direttore responsabile e caporedattore di Urania) si dimisero dalla Mondadori per ragioni contrattuali, la voragine inghiottì anche Gianni Montanari che era stato da loro nominato curatore nell'85. Nel febbraio 1989, dopo un breve interregno, il direttore amministrativo del settore - Leone Buonanno - affidò a Lippi l'incarico di succedere a Montanari, accantonando il progetto (avanzato dalla redazione) di non avvalersi più di un curatore singolo, ma di appoggiarsi a una rosa di esperti che avrebbero dovuto essere coordinati dal nuovo direttore, Gian Franco Orsi, e dal caporedattore Marzio Tosello.

Lippi accolse l'eredità del suo predecessore: mantenne le scelte fatte da Montanari per i mesi a venire e gestì in sua vece il Premio Urania, il cui primo laureato, Vittorio Catani, fu pubblicato all'inizio del 1990. In seguito Lippi creò la collana mensile Urania Horror e la collezione di antologie Omnibus del fantastico. Negli anni successivi l'attenzione verso la sf italiana aumentò grazie al "caso" Valerio Evangelisti, il primo autore ad essere pubblicato su Urania più volte e al di fuori del Premio per gli inediti (da lui vinto nel 1993). Tale attenzione è stata mantenuta anche in seguito, quando Urania ha pubblicato i romanzi di Luca Masali, Nicoletta Vallorani, Franco Ricciardiello e Francesco Grasso. A questa "new wave" italiana ha corrisposto una particolare attenzione ai generi del fantastico puro, mentre è in questo periodo che Urania ha trasformato radicalmente la sua veste grafica, passando al formato tascabile ormai familiare. Negli ultimi quindici anni la collana è andata incontro a vari problemi, ma il suo ingresso nel XXI secolo è avvenuto all'insegna di un riaccostamento alla sua classica tradizione, riaccostamento che si riflette tanto nelle proposte editoriali (hard sf, avventura, thriller) quanto nell'aspetto grafico e formale. Tra i principali nuovi autori che si sono affacciati nel decennio ricordiamo Dan Simmons, Greg Egan, Robert J. Sawyer e Peter F. Hamilton. Il numero di pagine rimane un problema centrale, e la difficoltà di pubblicare i lunghi romanzi oggi tanto in voga viene talora aggirata con l'espediente di suddividerli in più volumi.

Pro:

Ha traghettato Urania nel futuro, come del resto avevano fatto tutti gli altri prima di lui! Il vantaggio di Lippi, se vogliamo, è che il futuro in questione è ormai il sognato e fatidico XXI secolo, gli anni 2000. Dicono che di questo Lippi sia particolarmente soddisfatto (contento lui...).

Contro:

Qualcuno sostiene che non finisca i cicli che ha cominciato a pubblicare (il fatto è che a volte la qualità cala a picco, oppure i successivi romanzi hanno una lunghezza impossibile). Che prediliga alcuni aspetti della fantascienza a scapito di altri e che, nella rotazione dei vari generi, per essere troppo ecumenico rischi a volte di perdere di vista la sua "linea editoriale".