Delos 24: Descent di

Marco Spagnoli

fantascienza da giocare:

la saga di descent

Uno dei videogames di maggiore successo è Descent: la discesa. Arrivato al numero 2 e di cui è in preparazione il numero 3. Che tipo di fantascienza è questa?

Le miniere robotizzate del sistema solare sono cadute in mano ad una vera e propria rivolta delle macchine estrattrici che hanno fatto prigionieri i pochi tecnici che le gestivano. In un futuro più o meno prossimo la PTMC, che delle miniere ha la gestione, assolda un mercenario (nome in codice : "il difensore") che dopo trentadue livelli di discesa nei sotterranei delle miniere di tutto il sistema solare, affronterà, finalmente, l'ultimo e fatale robot.

Fino a qui tutto normale. Armi standard. Un futuro allucinante affrontato per salvare persone in cambio dei soldi è qualcosa presente in tutti i romanzi di SF più famosi.

La genialità dei programmatori dell'Interplay, casa produttrice del gioco, è stata quella di prevedere già nella prima puntata un seguito. E già, perché le "misteriose forze aliene" il cui influsso nefasto ha modificato gli apparati neuronici delle macchine delle miniere resistono nel sistema Zeta-Aquila, nel quale "Il difensore" viene letteralmente "sparato" a velocità Warp contro la sua volontà. Altri ventisei livelli, la vittoria, ma giusto il tempo di selezionare il sistema 001, ovvero quello solare, per tornare a casa ed ecco che un malfunzionamento del motore Warp, dovuto forse al sovraccarico, forse a qualche altro inconveniente, fa perdere "il difensore" nello spazio siderale, ovviamente fino alla prossima puntata, come la scritta to be continued... lascia facilmente prevedere.

Eppure quella di Descent, per quanto facile, è una bella fantascienza carica di tutte le atmosfere degli anni Ottanta a livello embrionale. L'eroico difensore è un mercenario ;

le innovative modifiche all'astronave, apportate nella base, sono opera degli Israeliani ; i robot sono crudeli e stupidi fino all'inverosimile ; motori Warp, scudi d'energia, sistemi di camuffamento fanno l'eco a qualsiasi astronave di matrice trekkiana.

Eppure Descent è originale nel senso meno trasparente del termine. E'il livello cromosomico di fantascienza a farci divertire : sono le nozioni base, quelle elementari, lontane dalle grandi problematiche dei personaggi dei romanzi più famosi di SF, a farci entusiasmare.

Insomma, come appassionati di SF c'è da rimanere soddisfatti dei grandi progressi fatti nel trasformare un videogame in qualcosa di assai vicino ad una storia fantascientifica interattiva. Oltre a questo, poi, c'è una ragionevole speranza che in Descent 3 il livello di sceneggiatura della storia cresca fino a rasentare quello di una buona fantascienza e non più solo di una SF a livello embrionale.