Un po' alla volta, stanno arrivando o tornando le serie che appartengono alla programmazione primavera/estate, le quali sembrano avere un grosso vantaggio rispetto a quelle che si danno battaglia durante l'autunno: maggiore libertà creativa.

Stavolta però non è la CBS, che ci riporterà sull'orlo della fine del mondo con la seconda stagione di Salvation alla fine di giugno, ma la NBC, che ha ben volentieri dato la luce verde a una prima stagione di Reverie che inizia oggi 30 maggio in patria, una serie prodotta dalla molto attiva Amblin di Steven Spielberg. Online si sono sprecati i paragoni con Matrix e Inception, ma su tutti, brilla sicuramente il parallelo con un'altra produzione e regia di Steven Spielberg: Ready Player One.

TV Line ha intervistato la protagonista, l'ex Shaw di Person of Interest Sarah Shahi, che qui, come ha raccontato, si è trovata a lavorare con una macchina molto diversa.

All'inizio

Mara Kint (Sarah Shahi) è una ex negoziatrice dell'FBI che si è lasciata il passato alle spalle a causa di un trauma e quando la incontriamo la prima volta, è diventata una insegnante di dinamiche interpersonali.

Ma il passato torna a bussare alla sua porta nella forma del suo ex capo dell'FBI Charlie Ventana (Dennis Haysbert, 24) che le vuole proporre un lavoro molto particolare all'interno di una società chiamata Onira-Tech.

Un mondo di meraviglie

Qui, come potete vedere dal video qui sopra, incontra il genio informatico Paul Hammond (Sendhil Ramamurthy, Heroes), che la introduce alla sua creazione: Reverie, un mondo virtuale in cui le persone, partendo da un ingresso virtuale/livello di allenamento all'interno di una foresta chiamata The Box, possono poi creare il loro mondo preferito.

Anche se ovviamente non siamo di fronte al budget di Ready Player One, il tema della storia rimane comunque molto umano: la gente entra in Reverie per poter diventare quello che ha sempre sognato, vivere le avventure che non potrebbe compiere nella realtà, ma anche rivedere persone defunte nella vita reale.

La parola d'ordine per entrare in Reverie è Apertus, quella per uscirne se ci si ritrova in una situazione difficile è Exodus. Ed è qui che cominciano i problemi.

Meglio della realtà

Il problema è che molte persone sono entrate in Reverie e, vivendo la vita che hanno sempre desiderato, non hanno alcun desiderio di tornare al mondo reale, il che li porta al coma e ovviamente alla morte, a meno che qualcuno non li convinca a uscire.

In uno dei primi episodi infatti, deve proprio convincere un uomo che nel mondo virtuale ha potuto rivedere la moglie morta e ora non la vuole più lasciare, ma ancora più interessante, perché ci avvicina al cuore della serie, è l'episodio chiamato Jane Girl, in cui una ragazza introversa vuole vivere in un mondo di avventure, ma involontariamente, scopre alcune cose di sé stessa che non sapeva prima di entrarci.

I due archi narrativi

Pur portando avanti la classica struttura del caso della settimana, Reverie rivela due diverse linee narrative: un po' in stile Inception, Mara vede comparire la giovane nipote, morta di recente insieme a sua sorella. È parte del programma? È la sua immaginazione, o sta succedendo davvero? Resta il fatto che la nipote, o quella che appare essere lei, vuole portarla nei profondi recessi di Reverie, e del suo inconscio.

Inoltre, esiste una cospirazione che aleggia su tutta la serie, incarnata da Monica Shaw (Kathryn Morris, Minority Report), la quale se da una parte vuole usare quella tecnologia per fare del bene, dall'altra ne abusa per scopi governativi o per l'esercito.

Creata da Mickey Fisher (Extant e Mars per il National Geographic), la serie debutta oggi 30 maggio negli Usa, in attesa di scoprire il suo arrivo da noi, vi lasciamo con il trailer ufficiale: