Le esperienze passate hanno insegnato alla NASA la prudenza. Prima di procedere con annunci clamorosi bisogna controllare bene, le dichiarazioni ufficiali devono arrivare quando ogni dubbio è stato fugato. Ma John Grotzinger, geologo specializzato nelle richerche sul suolo marziano, si è lasciato sfuggire che Curiosity aveva fatto una scoperta importantissima, tale da essere scritta nei libri di storia.

 

L'ovvia deduzione è che il laboratorio chimico in dotazione al piccolo rover avesse scoperto le prove che su Marte era esistita la vita. Ma il direttore del Jet Propulsion Laboratory della Nasa Charles Elachi ha spento gli entusiasmi, affermando che era stata scoperta la presenza di carbonio, elemento estremamente comune (soprattutto nella forma di anidride carbonica) e in particolare di molecole organiche, ovvero quei composti del carbonio che costituiscono i "mattoni" della vita, ma non sono necessariamente di origine biologica; in altre occasioni sono state scoperte su comete o altri corpi celesti del sistema solare, e la loro presenza non è un indizio della presenza di vita, pur essendo - a quando ne sappiamo - una condizione necessaria.

 

Quindi per il momento la grande scoperta è rimandata, Curiosity sta peraltro accumulando dati molto interessanti. Il piccolo rover ha per esempio scoperto la presenza di conglomerati, un tipo di roccia che si forma grazie all'azione di acqua corrente, ma questo si limita a confermare la presenza di acqua liquida sulla superficie marziana in un lontano passato.

 

La delusione è grande, ma la dichiarazione di Grotzinger è abbastanza strana da alimentare le teorie degli amanti della dietrologia. La fuga di notizie e la smentita potrebbero essere un sofisticato gioco mediatico della NASA, che cerca di mantenere alta l'attenzione sul suo progetto più avanzato, cosa che in tempi di tagli al bilancio potrebbe tornare utile.

 

Oppure l'intervento di Elachi potebbe non essere altro un tappo messo in tutta fretta su una fuga di notizie. L'umanità non è ancora pronta a sapere davvero la verità su Marte?