Talento eclettico e dai molti interessi, Barry N. Malzberg è uno degli autori che negli anni settanta hanno fatto soffiare un vento di rinnovamento sulla fantascienza, rileggendone tematiche e miti con ottiche differenti e spesso dissacranti.

Nel corso della sua carriera Malzberg ha scritto, firmandosi spesso con gli pseudonimi K. M. O'Donnell e Robin Schaefer, più di trenta romanzi e centinaia di racconti raccolti in numerose antologie, inoltre ha lavorato come curatore editoriale per riviste come Amazing stories e Fantastic.

La sua attività non si è limitata alla fantascienza, ha sconfinato in altri campi sia come autore che come direttore di riviste, nonostante questo ha trovato il tempo per coltivare la passione per il violino, che suona a un ottimo livello.

In Italia non ha incontrato molta fortuna, la maggior parte delle sue opere non è stata pubblicata, tra le eccezioni questo Il mondo di Herovit, un metaromanzo sullo scrivere di fantascienza.

 

Johnatan Herovit è uno scrittore di fantascienza di successo, ha pubblicato decine di romanzi sulla Squadra Galattica di Esplorazione ma sta attraversando una grave crisi di ispirazione, il brutto è che anche il resto del suo mondo sta lentamente collassandogli intorno.

In crisi con la moglie e alle prese con scadenze che sa di non poter rispettare, Herovit cerca conforto nella bottiglia, quando una voce inizia a parlargli.

La misteriosa presenza è Kirk Poland, lo pseudonimo che Herovit usa per firmare i romanzi della Squadra Galattica, e quando il suo alter ego letterario gli promette di mettere a posto una volta al comando lo scrittore cede, dopotutto la sua vita è un vivolo cieco, forse poland riuscirà davvero a sistemare la situazione.

Naturalmente non è così, e quando anche Poland inizia a mostrare i suoi limiti, cioé quasi immediatamente, ecco che si fa avanti Mack Miller, il protagonista dei romanzi di Herovit, l'eroe di mille scontri spaziali.

Lui si che sarebbe in grado di risolvere tutti i problemi, per questo chiede imperiosamente di subentrare al povero Poland, prima che sia troppo tardi, e alla fine anche poland decide di passare la mano, forse Miller è davvero la soluzione giusta.

 

Ho impiegato un bel pezzo a leggere questo romanzo, e non riuscivo a capire perché la lettura fosse tanto faticosa, alla fine quindi il giudizio non è del tutto positivo.

Indubbiamente Malzberg è uno scrittore di talento, con ottime capacità stilistiche, e da questo punto di vista Il mondo di Herovit non fa una piega.

Non mi piace il tema del romanzo, la critica al mondo della fantascienza dei pulp, degli scrittori pagati a parola mi lascia abbastanza freddo, eppure è lo stesso tema di Campionato di prosa, che Malzberg scrisse in collaborazione con Bill Pronzini, uno dei miei racconti preferiti.

Nemmeno il fatto che il protagonista del romanzo, ma anche chi gli sta intorno, siano alienati e sconfitti che vivono una vita falsa e vuota mi crea problemi, non ci sono molte scene d'azione ma mi sono piaciuti romanzi ancora meno movimentati.

Certamente Il mondo di Herovit sembra un minestrone con troppo brodo, concentrando il tutto in un racconto probabilmente Malzberg avrebbe ottenuto un risultato migliore, ma tutto sommato poco più di 200 pagine dovrei riuscire comunque a portarle via senza problemi.

Alla fine ho capito quello che mi disturbava maggiormente: questo romanzo non è fantascienza.

La doppia - anzi tripla -  personalità di Herovit non ha niente di inspiegabile, mentre procedevo nella lettura aspettavo Malzberg al varco, sperando che le voci nella testa del protagonista si rivelassero qualcosa di diverso dalla semplice pazzia.

L'irrompere sulla scena del vero Mack Miller sarebbe stato un bel colpo di scena, così invece Il mondo di Herovit resta un romanzo non disprezzabile, che parla di problemi molto reali come l'ambizione, il fallimento, l'acolismo, i litigi con i colleghi, le crisi coniugali, la pazzia e il sesso.

Molto mainstream, in effetti, ma dalle pagine di Urania Collezione mi sarei aspettato qualcosa di diverso.