Non c'è che dire: lo steampunk sta andando abbastanza bene in questi ultimi anni, con numerosi romanzi e racconti che provano a rinfrescare il genere. Quando poi si incrocia con il genere ucronico (anche se lo steampunk, di suo, è già di fatto una narrativa che si rifa alla storia alternativa), e aggiunge appena un tocco di fantasy, i risultati possono essere anche molto positivi. Questo sembra essere il caso di Ian Tregillis, giovane autore americano del Minnesota che dopo aver frequentato il Clarion's Writer Workshop, uno dei corsi di scrittura creativa più prestigiosi degli USA, si è buttato a scrivere la trilogia Milkweed Tryptych, il cui secondo volume, The Coldest War, è appena uscito sul mercato americano e sta raccogliendo ottimi riscontri.

 

Il periodo in cui inizia la trilogia è quello della seconda guerra mondiale, e come in tutti i romanzi di storia alternativa, non è esattamente quello che abbiamo imparato a conoscere dai libri di storia. Infatti è un mondo in cui la tecnologia nascosta permette agli scienziati nazisti di costruire una pattuglia di supersoldati dotati di facoltà incredibili: qualcuno diventa invisibile, qualcun altro cammina attraverso i muri, e soprattutto c'è la malvagia Gretel, una donna in grado di vedere nel futuro e distorcere il presente. Per controbattere tutto ciò la Gran Bretagna è costretta a tirare in ballo una squadra di stregoni. Proprio così, scienziati che utilizzano tecniche al confine con la magia, e che fanno da baluardo alla follia nazista, guidati dall'agente Raybould Marsh. Tutto ciò è stato narrato nel primo volume della trilogia, Bitter Seeds, uscito nel 2010.

 

The Coldest War si svolge invece nel 1960. L'Unione Sovietica si è impadronita dell'intero continente europeo, creando un gigantesco stato che si estende dall'Oceano Pacifico al canale della Manica. Solo il Regno Unito resiste grazie agli stregoni, che hanno sconfitto i superuomini nazisti pagando un prezzo molto elevato. Ma non tutti i superuomini sono morti: i superstiti sono stati catturati dai sovietici e segregati in un laboratorio segreto, dove la loro tecnologia viene studiata nei minimi particolari. Quando gli scienziati russi trovano il modo per estendere la tecnologia di potenziamento alle persone comuni, due "cavie" fuggono dai laboratori segreti e la notizia si sparge in Occidente. Mentre alcuni stregoni vengono misteriosamente assassinati, Marsh dovrà ancora una volta vedersela con la sopravvissuta Gretel e il suo folle desiderio di dominio.

 

Come detto, il romanzo mescola i classici temi della storia alternativa, con la variante che qui sono i russi ad aver vinto e non i nazisti, con elementi di tecnologie steampunk e un accenno al fantasy moderno con i personaggi degli stregoni. Cosa che farà un po' storcere il naso ai puristi ma che, almeno come sembra, Tregillis ha inserito nella storia dando loro un senso logico. La trilogia (che si concluderà nei prossimi anni con Necessary Evil) è fortemente orientata all'azione ma non rinuncia a qualche riflessione riguardo al mondo in cui si affrontano le battaglie e ai prezzi, talvolta insostenibili, che si sostengono per vincerle. Una riflessione quindi moderna, anzi d'attualità. Insomma, una storia di fantascienza che parte da canoni classici per sforare in altri generi senza dimenticare le proprie origini e il proprio significato, che è quello di pensare e di far pensare.