“Ogni mattina alla stessa ora

e allo stesso minuto, noi, milioni,

ci alziamo come un essere solo.”

(dal romanzo distopico “Noi” di Evgenij Zamjatin - 1921)

 

 

Era il momento giusto.

Anche il posto sembrava perfetto: l’uomo fermò la sua elettricar su un lato della strada deserta che correva parallela alla spiaggia prima di incastonarsi tra i palazzi della città. Scese dall’abitacolo e mentre lo sportello si chiudeva automaticamente dietro di sé, i suoi passi e il suo sguardo erano già diretti verso quella meraviglia alla quale, ormai da tempo immemorabile, nessuno badava più.

L’enorme palla di fuoco arancione semi immersa nell’acqua salata, facendosi largo tra l’atmosfera incendiata e le isolate nuvole di panna salmonata, rendeva il suo quotidiano omaggio al mondo, genuflettendosi e doppiando per l’ennesima volta l’orizzonte conosciuto. Gli ultimi insistenti brandelli di luce solare, scagliandosi disperatamente contro le montagne del promontorio, delineavano con la precisione di un cartografo i bordi azzurri della costiera dalla quota più alta in cui s’inerpicava, fino al punto esatto in cui s’immergeva nelle acque di un mare incredibilmente calmo.

Altrove, la stessa ‘compagnia teatrale’ cominciava il primo atto della solita commedia intitolata “Il sole che sorge”: identico attore protagonista, medesimo regista, pubblico impermanente. In scena da miliardi di anni.

 

Una leggera brezza di terra cominciava a soffiare come da copione e l’impressione fotonica della stella sulla retina dell’uomo, che non temeva il gradevole confronto accecante, presto sarebbe stata attutita dai tenui colori dell’imbrunire.

Il cielo azzurro era graffiato dalle bianche scie di aerei velocissimi e indefinibili; sulla spiaggia carcasse di tronchi d’albero scorticati e rimodellati dall’estro marino, erano stati disposti sulla sabbia in maniera casuale dall’ultima marea come corpi inconsapevoli e felici.

La Perfezione, dunque, non era solo un concetto astratto come aveva sempre creduto ma una condizione dell’anima realmente possibile. Quella scena non mediata da altri, che l’uomo aveva conquistato in quei rari minuti dinanzi al mare, ne rappresentava la prova tangibile.