I minuti conclusivi faranno discutere, non tanto per la chiave di lettura che offrono dell'intera saga, ma per la soluzione adottata, in modo da incanalare, con un repentino cambio di prospettiva, l'epopea del comandante Shepard lungo quei binari sempre esistiti che tuttavia si desidererebbe rimanessero il più possibile nascosti dentro le dinamiche del videogame. Proprio alla fine, Mass Effect 3 sceglie invece di estrinsecarli. È come il mago che svela davanti alla platea il gioco di prestigio. Un'esigenza che sembra derivare dalla volontà di accompagnare tutti, tramite l'epilogo, incontro alle medesime riflessioni, sintetizzando molti quesiti nella risposta a un'ultima domanda. Sia che durante la vicenda si siano strette importanti alleanze frutto a volte di tormentate decisioni, sia che si sia trascurato l'intreccio dedicandosi piuttosto al multiplayer, il destino dell'universo appare affidato all'interpretazione che si dà di quel singolo interrogativo.

 

Costituito da missioni cooperative online che strizzano l'occhio alla modalità Orda di Gears of War, il multiplayer rappresenta una delle novità dell'episodio, con cui viene ulteriormente enfatizzato il percorso compiuto dalla serie, man mano allontanatasi dalle radici del videogame di ruolo per abbracciare con maggiore decisione la via degli sparatutto. La scorrevolezza acquisita negli scontri a fuoco si riflette nel resto dell'avventura, costruita attorno a un rinvigorito e sfaccettato nucleo d'azione, che detta il ritmo. Ne risulta un'esperienza più compatta, dove Bioware ha cercato di limitare al massimo le interruzioni. Il modello di raccolta degli incarichi è stato ripensato, inviando i dati direttamente all'astronave Normandy, che funge da comando operativo, e concentrando i diversi approdi in un unico porto centrale, mentre sui pianeti si atterra fucili in pugno con già chiari gli obiettivi.

 

Anche gli interventi nei dialoghi, che definiscono il tono delle conversazioni, sono stati asciugati in accordo alla medesima logica di ridurre le pause, fluidificando l'andamento spettacolare delle scene. In realtà l'impianto di narrazione interattiva è stato riprogettato dalle fondamenta. Le tre opzioni classiche - eroe, neutrale, rinnegato – sono state sostituite in media da due, con le diramazioni del caso. Grazie a un sistema unificato che non valuta più solo l'allineamento ma, più in generale, la reputazione, la quale aumenta a seconda delle imprese e non in relazione ai mezzi utilizzati per raggiungere i propri scopi, la preferenza verso un sentiero non esclude necessariamente l'altro, permettendo in definitiva di gestire con maggiore libertà il personaggio in base alle situazioni. Fa parte del messaggio che con l'universo in fiamme si è obbligati a prendere posizione, ma spesso non si parla nemmeno di veri e propri estremi, sono dei bianchi e neri che piuttosto fanno emergere un grigio dove gli esiti non sono così scontati.

 

Dietro c'è il gusto cinematografico che caratterizza il finale di questa incredibile saga reinventatasi più volte, in un crescendo produttivo che, dalla dimensione più personale di quel primo episodio delle avventure di Shepard, è giunta all'eccezionale kolossal di oggi in cui a stupire è il gigantesco senso di scala, trascinati senza scampo dall'urgenza degli eventi. Non semplicemente il terzo capitolo della trilogia, ma un lungo epilogo che, sullo sfondo di un viaggio cupo e disperato nel cuore della guerra, porta alla chiusura le varie vicende, grandi e piccole, toccate in questi anni, intrecciando videogame, fumetti e romanzi. Tutte le scelte sposate nei titoli precedenti hanno una qualche ripercussione, ritornano in una maniera o nell'altra, modificando gli equilibri e mostrando quanto accade in Mass Effect 3 sotto una lente differente, spingendo a valutare diversamente quelli che sarebbero i nodi principali della trama anche sulla scorta di ciò che si è fatto prima. Non mancano momenti toccanti, sottolineati dalle musiche da Oscar di Clint Mansell, e ovviamente decisioni difficili, che rappresentano il lascito di Shepard a una galassia che, dopo Mass Effect 3, non sarà più la stessa. È il modo di Bioware di suggellare non in una decina di minuti ma in decine di ore, con tanto sentimento, tra le stelle, la più straordinaria saga SF degli ultimi anni, un vero atto d'amore nei confronti della fantascienza.