Da anni nelle librerie non appare un lavoro di Barry Malzberg. Finalmente Edizioni Della Vigna fa riemergere da un lungo oblio il suo nome pubblicando Galassie (Galaxies), romanzo scritto nel 1975. L'opera è una estensione del racconto Una galassia di nome Roma (Robot n. 18 – Urania n. 1273).

 

Molti suoi racconti sono stati pubblicati nel nostro paese anche con lo pseudonimo di K.M. O’Donnell, mentre i romanzi pubblicati sono pochissimi, in pratica poco più di un quinto della sua produzione. L'ultimo suo romanzo di cui abbiamo notizia è Adamo ed Eva dell’inferno (Arcana – 2008) ristampa del romanzo pubblicato da Galassia con il titolo Il grande incubo (The Empty People).

 

Come scrisse Lanfranco Fabriani su queste pagine nel 2002: "I protagonisti dei suoi romanzi sono tutti degli alienati o è la situazione a generare frustrazione, come in Scop (1976), dove abbiamo un viaggiatore del tempo che cerca di cambiare la storia che ha generato il suo tempo, sentito come intollerabile. O come il protagonista di Galaxies, il comandante di una nave che sta andando a cadere in un buco nero. Neppure la condizione dello scrittore di fantascienza sfugge a quest'alienazione (e non è del tutto da escludere che la narrativa di Malzberg non si nutra anche di essa): le sollecitazioni del mercato, ovvero come il mercato va formando la fantascienza dell'età di Malzberg, si riflettono in romanzi come Herovit's World (1973) e Galaxies".

 

L'autore. Barry Malzberg è nato a New York nel 1939 e si è laureato all'Università di Syracuse. Ha vissuto e lavorato lungamente a New York, sposandosi nel 1964. Ha esordito come scrittore con il racconto di fantascienza The Sense of the Fire nel gennaio '67. Da allora ha cominciato un'intensissima attività, sia come scrittore che come curatore editoriale. Per quanto riguarda la fantascienza ha prodotto venticinque romanzi, sei antologie e diverse centinaia di racconti.

 

La quarta di copertina. Il romanzo parlerà di una nave spaziale più veloce della luce che, nel corso dell’anno 3902, precipiterà nella galassia nera e non sarà più in grado di uscirne malgrado il motore tachionico (“tachionico” significa più veloce della luce, un dispositivo tecnologico a lungo amato dagli scrittori di fantascienza, visto che permette ai nostri personaggi di far la spola tra le galassie più di quanto gli scrittori del Quarterly Review possano utilizzare la metropolitana e il taxi per tragitti terrestri comprensibilmente più brevi). Cadere in questa galassia è facile, o comunque inevitabile, dal momento che una delle caratteristiche della galassia nera è la sua invisibilità, dato che le forze implosive trattengono la luce. Uscire, però, è molto più difficile. L’uscita sarà l’argomento di questo romanzo.

Il capitano della Skipstone, la sola coscienza vivente a bordo, è una donna, Lena Thomas. La stiva della nave trasporta cinquecentoquindici morti, chiusi nel loro fissante gelatinoso in grado di assorbire i raggi ultravioletti non schermati dello spazio che in futuro sarà testimone della loro ricostituzione.

 

Barry Malzberg, Galassie (Galaxies, 1975)

Edizioni Della Vigna, collana La Botte Piccola 12, pagg. 195, euro 12,00