Terminator Salvation ha incassato 371 milioni nel mondo, a fronte di un budget di 200 milioni, motivo per cui la casa di produzione non dovrebbe sentirsi particolarmente preoccupata. Ma l'onda delle critiche rivolte al film ha di fatto creato un precedente pericoloso per chiunque debba confrontarsi con il sequel, motivo per cui si sta pensando insistentemente a una sorta di reboot che ignori i capitoli 3 e 4 per ripartire dal mitico Terminator 2 di James Cameron. Dopo le critiche di altri, è ora il turno di chi lo ha effettivamente girato, ovvero Charles McGinty, che continua a firmarsi McG.

Parlando con il sito Collider durante la presentazione della sua nuova web series creata per Facebook Aim high, l'argomento Terminator Salvation non poteva essere evitato: "Non lo so, penso che abbiamo fatto molte cose giuste e molte cose sbagliate. Sicuramente io ho fatto del mio meglio per realizzarlo e dare il massimo". Ma non sempre le cose vanno come vorresti: "Ha funzionato per un sacco di persone, ma a molte non è piaciuto il finale. Si impara vivendo".

Esiste anche del materiale non visto sullo schermo? "Sì, c'è del materiale staordinario nascosto da qualche parte e vedremo se mi faranno realizzare il director's cut in futuro. Io amo il franchise e spero realizzino un altro capitolo."

Le critiche principali mosse al film riguardano ad esempio un robot alto quindici metri che compare davanti a una baracca nel deserto senza alcun rumore, John Connor trafitto da parte a parte nel finale ma che cammina quasi come se niente fosse e poi la celebre operazione a cuore aperto in mezzo al deserto.

Nel frattempo, McG non se ne sta con le mani in mano: è produttore esecutivo della serie Nikita, Chuck e Supernatural e ha altri sei telefilm in cantiere. Che sia la tv il suo regno ideale?