L’ambizione e la voglia di sperimentazione di Clive (Adrien Brody) ed Elsa (Sarah Polley), coppia nel lavoro e nel privato, li spinge a mescolare DNA umano e animale per vedere quello che viene fuori. Dopo vari tentativi non riusciti Elsa decide di metterci del suo e utilizza il proprio DNA per l’ultimo esperimento che possa permettere loro di continuare a ricevere i finanziamenti per le loro ricerche. L’incubazione va a buon fine e la coppia festeggia la nascita di Dren (Delphine Chaneac), inedita creatura ibrida che viene portata via dal laboratorio dove è stata concepita e allevata amorevolmente dai due in un fienile isolato, all’insaputa di tutti. L’inedito genoma della creatura fa sì che la sua crescita sia molto accelerata e Dren raggiunge la maturità, anche sessuale, non nell’arco di anni, ma di mesi…

 

Presentato in prima mondiale nel 2009 al festival del cinema fantastico di Sitges e passato anche dalla prestigiosa vetrina del Sundance Film Festival Splice è stato poi distribuito, senza troppo clamore, nell’estate del 2010. Concepito da Vincenzo Natali subito dopo il suo acclamato lungometraggio d’esordio Cube (1997) il film ci ha messo oltre un decennio prima di trovare i finanziamenti, ottenuti anche grazie al coinvolgimento di nomi quali Guillermo Hellboy del Toro e Joel The Matrix Silver, che figurano tra i produttori esecutivi. Nonostante la lunga gestazione e l’innegabile ottima realizzazione Splice non va oltre la trama standard dell’eterno mostro di Frankenstein che sfugge al controllo del creatore. Natali e i suoi co-sceneggiatori, tra influenze cronenberghiane e inevitabili risvolti horror, vi inseriscono forse un solo elemento di novità: il triangolo 'amoroso' dai risvolti prevedibilmente distruttivi. Il pregio principale del film è la cura posta nella produzione, a cominciare dall’elegante fotografia di Tetsuo Nagata.

Adrien Brody e Sarah Polley sono attori eccellenti e conferiscono ai loro personaggi credibilità e spessore, per quanto concesso loro dalla sceneggiatura. Gli effetti speciali sia fisici (KNB EFX Group) che digitali (C.O.R.E. Digital Pictures) sono di ottimo livello, ma tutto procede in modo estremamente prevedibile e la fine giunge senza guizzi né sorprese. Riassumendo: decente, ma certamente non memorabile.