Si avvicina il momento di una nuova invasione aliena targata Sony/Columbia, all’indomani di quella (traballante) lanciata da Universal con il titolo Skyline. Se in quest’ultimo caso però il budget era relativamente ristretto (dieci milioni di dollari), per Battle: Los Angeles la spesa si aggira sui cento milioni di dollari. Dieci volte tanto, per una produzione certamente più ambiziosa. E puntualmente, con l’avvicinarsi dello sbarco ai cinema (previsto a marzo), si moltiplicano i materiali rilasciati sul web per scaldare i motori e i fan sul chi va là.

Fantascienza.com ha già presentato il film pubblicando il primo trailer. Di seguito il secondo, comparso da poco su Youtube, a cui si aggiunge una ristretta galleria di foto da cui si evince che nel film gli alieni ci metteranno la faccia, per così dire, senza rimanere dietro le quinte, come in altri casi. Dalle sequenze si intuisce inoltre che il film riprenderà lo stile documentario in presa diretta alla base della fortuna di District 9, per citare un esempio recente, già adottato da altre produzioni di genere (Cloverfield e altri ancora). 

Lo conferma con toni vivaci Aaron Eckhart (l’ex Harvey Dent in Il cavaliere oscuro), che nel film interpreta la parte del sergente Michael Nantz: "Ho incontrato Jonathan ancora prima che fosse confermato – ha dichiarato in un recente intervista con Collider.com – e mi ha detto che intendeva realizzare il più cattivo alien movie di guerriglia strada per strada mai visto nella storia del cinema. Ed è quello che abbiamo fatto". Tale volontà di rendere l’azione in tutta la sua drammaticità ha fatto accostare il film a opere di tutt’altro genere, come Black Hawk Down e The Hurt Locker, sebbene Battle: Los Angeles avrà l’arduo compito di dimostrare di potere stare sul loro piano.

In ogni caso il Jonathan a cui si riferisce Eckhart non è altri che Jonathan Liebesman, regista sudafricano (proprio come Neill Blomkamp, guarda caso…) con sette pellicole all’attivo, più che altro in ambito horror e thriller (nessuna delle quali ha fatto gridare al miracolo, per la verità, come The Killing Room o Non aprite quella porta – L’inizio). Nel cast si segnala poi Michelle Rodriguez, attrice ispanoamericana abituata alle parti da dura (tutti la ricorderanno nel ruolo di Ana Lucia Cortez in Lost).

Tutto pronto dunque per un nuovo episodio di resistenza disperata da parte del genere umano contro l’invasore alieno le cui forze paiono sovrastanti. La spunteremo anche questa volta? A questa domanda, il cui esito sembrerebbe scontato, se ne affianca un’altra: perché proprio Los Angeles? La scelta della città californiana affonda forse le sue radici in un episodio della Seconda Guerra Mondiale. Nella notte del 24 febbraio 1942, pochi mesi dopo Pearl Harbour, la contraerea americana si attivò illuminando i cieli della città per respingere una presunta incursione giapponese. Terminato il frastuono delle armi, iniziò il trambusto dei media. L’attacco si rivelò presto un falso allarme e non furono mai chiariti i reali motivi per cui quella notte si sparò, tanto che – a molti anni di distanza – non mancarano gli ufologi che ipotizzarono presenze aliene. Eccoli accontentati, a distanza di quasi sessant'anni.