C'era una volta Heroes.

Questo è il pensiero che si è materializzato nella mia testa al termine della visione dei primi due episodi, Second Coming e The Butterfly effect, del volume tre "Villains" trasmessi in coppia dal canale americano NBC.

Un pensiero amaro, perché questo debutto della terza stagione della serie era visto come una vera prova d'appello, dopo che con la seconda l'impianto narrativo aveva dimostrato evidenti segni di cedimento.

L'incipit è fulminante e, come ormai è tradizione, lo spettatore viene catapultato subito al centro dell'azione con numerose trame che nell'arco dei primi quindici minuti forniscono un ritmo altissimo e risposte immediate ai quesiti lasciati in sospeso col finale della seconda stagione.

Ma una volta catturata l'attenzione dello spettatore Heroes ripiomba nei difetti che avevano fatto storcere il naso a molti in passato: la trama è assolutamente caotica e formalmente eccepibile con incongruenze, talvolta ingenuità, che lasciano quantomeno interdetti e da bravo lettore di vecchia data di comics so perfettamente che quando si perde il conto delle morti e resurrezioni di personaggi principali significa che gli sceneggiatori sono veramente alla frutta.

Alcuni personaggi sono assolutamente fuori ruolo, indirizzati malamente e letteralmente forzati a divenire antitesi di quello che erano in precedenza alla ricerca spasmodica e affannosa di un effetto sorpresa.

La gestione in particolar modo di Mohinder, pessimo anche quando si mette a fare del sesso, e di Niki (o chiunque ella sia) sono quantomeno discutibili.

Vogliamo poi parlare della straordinaria innovazione  che dovrebbe essere più o meno il fulcro di questa nuova stagione ed è stata tanto sbandierata nei mesi scorsi come rivoluzionaria?

Un siero che dona i poteri.

E a questo punto dovreste vedere gli occhi sgranati e perplessi di chi scrive.

Mr Kring non crederà mica di essere l'unico ad avere nella propria videoteca i dvd di 4400 o nella propria libreria gli albi degli X-Men e mille altri comics che prima di lui hanno tirato fuori dal cilindro questa brillante idea e sviscerata sino alla nausea?

Diciamo quindi che come "sorpresa" se esistesse una data di scadenza del prodotto questo avrebbe numerosi strati di muffa.

Ci sono comunque degli ottimi momenti, come per esempio l'operazione a cranio aperto che Sylar (il bravissimo Zachary Quinto) svolge con la tradizionale perizia alla bella cheerleader e l'introduzione di un nuovo personaggio secondario, tale Flash-Girl, che rende quantomeno difficile la vita al povero Hiro.

Quanto al simpatico giapponese posso dire che secondo me  nel groviglio di trame e sottotrame la sua è quella che allo stato attuale funziona meglio.

Hiro alle prese con Flash-Girl
Hiro alle prese con Flash-Girl

In definitiva si può parlare di un prodotto ben al di sotto di quelle che erano le aspettative, e che è stato per giunta moderatamente punito dall'audience di pubblico televisivo.

Un prodotto splendidamente agghindato da effetti speciali di primordine e da una regia che ci regala sapienti inquadrature e sequenze mozzafiato ma che è assolutamente privo di veri contenuti e nuove idee.

Il giorno in cui Tim Kring riuscirà a inserire qualcosa di originale nel suo splendido e luccicante contenitore potremo ritrovare quel telefilm che due anni fa ci aveva fatto appassionare, ma fino ad allora possiamo solo limitarci a un laconicio c'era una volta  Heroes.