Religione e fantascienza sono un binomio che ci ha dato opere indimenticabili, cito per tutte il folgorante racconto di Fredric Brown La risposta (Answer, 1954).

Pressapoco nello stesso periodo, solo due anni prima, un autore meno noto, Daniel Francis Galouye, scriveva un romanzo breve che si interrogava sulla natura dell'universo, Stanotte il cielo cadrà si basa infatti su una ipotesi affascinante, la creazione come atto in gran parte involontario di un'entità divina.

 

Il protagonista della storia, Tarl Brent, un ricco imprenditore americano,  inizia a essere ossessionato dall'idea che qualcuno lo tenga costantemente sotto controllo, e che la sua fortuna sia il risultato di alcuni interventi mirati a proteggerlo.

Naturalmente le persone che lo circondano sono scettici al riguardo e cercano di convincerlo che la sua idea è assurda, anche se sanno benissimo che è perfettamente esatta.

La sua segretaria, il suo medico e l'autista personale lavorano infatti per la Fondazione, associazione segreta che ha scoperto l'esistenza di un'entità, chiamata semplicemente "la cosa", responsabile della creazione dell'universo.

Gli scienziati della Fondazione ritengono che l'essere abbia iniziato a creare una piccola frazione della Terra, forse una sola vallata, e poi si sia ritirata in letargo, continuando però ad aggiungere pezzi alla creazione originaria, e il posto dove riposa è proprio dentro Tarl Brent.

Lo scopo della Fondazione è quello di mantenere l'inconsapevole ricettacolo nella pace e nella tranquillità, in modo da non provocare il risveglio della "cosa" e mantenere la stabilità del creato.

Purtroppo le cose iniziano ad andare storte, qualche modifica sostanziale inizia a comparire, sempre più disperati i dirigenti della Fondazione fanno perfino incontrare Tarl con una sua vecchia fiamma, nella speranza che l'amore possa tranquillizzarlo e quietare la "cosa", ma l'espediente sembra non avere successo.

Qualcuno nel cuore stesso dell'organizzazione ha un suo piano per prendere il controllo del potere assoluto, noncurante dei rischi che questo comporta, e quando la realtà inizia a vacillare il cielo stesso potrebbe precipitare sulla Terra, cancellando perfino il ricordo del genere umano.

 

Urania Collezione presenta un altro autore di secondo piano, con un'opera destinata a scatenare parecchie polemiche, Stanotte il cielo cadrà sembra infatti più orientato alla metafisica che alla scienza, un'opera del fantastico più che di fantascienza in senso stretto.

Indubbiamente c'è del vero in chi afferma che nessuna base scientifica sorregge il romanzo, ma credo che solo le pagine di una rivista di fantascienza potessero ospitare un'opera del genere, perlomeno negli anni '50.

L'approccio dell'autore è un classico "What if...?", sul quale Galouye costruisce una storia solida e divertente, divisa nettamente in due parti, ciascuna delle quali piena di colpi di scena e carica di tensione.

Non ci sono ipotesi filosofiche nel romanzo, ma solo la ricerca, spesso affannosa, per capire cosa stia veramente succedendo, tra colpi di scena e pericoli immani.

Rileggendo Stanotte il cielo cadrà mi sono lasciato trascinare dalle idee, profuse a piene mani, e dal cambiamento di prospettiva a ogni nuovo evento, gli sforzi degli uomini della Fondazione, invero impacciati e pasticcioni, quasi dei novelli apprendisti stregoni, spesso causano effetti imprevisti e indesiderati, alcune scene sono decisamente memorabili, valga per tutte quella dell'orchestra che perde la possibilità di suonare un'intera ottava.

Onore al merito a Urania Collezione per aver confezionato, complici anche la bella copertina di Franco Brambilla, la postfazione di Gianfranco De Turris e la bibliografia di Ernesto Vegetti, un volume davvero molto interessante.

Autore di secondo piano, magari, ma pieno di idee e che non delude a distanza di più di mezzo secolo, Galouye è stato uno scrittore poco prolifico, ma mi auguro che si prosegua nella ripubblicazione delle sue opere, il postatomico Universo senza luce, che rappresenta, a mio parere, il suo capolavoro, e Simulacron 3, ma anche, perché no, la pubblicazione dei suoi romanzi tuttora inediti nel nostro paese.