“Mi spiace Meg. Pa’ ti ama, ma Pa’ ama anche Star Wars. E, in tutta onestà, Star Wars è arrivato prima…”.

 

In questa folgorante e sintetica battuta vi è magistralmente sintetizzato l’episodio I Griffin presentano Blue Harvest, primo della sesta stagione del cartone animato creato da Seth MacFarlane, ma anomalo in quanto lungo un’ora e interamente dedicato ad una delle più spettacolari saghe cinematografiche di fantascienza: Star Wars.

 

Raccontiamo brevemente la trama, anche se non c’è molto da dire: l’episodio va gustato per le situazioni e i dialoghi, cose impossibili da descrivere sinteticamente. I Griffin restano bloccati a casa per via di un blackout, così Peter inizia a raccontare una storia, che si rivela essere il primo film di Star Wars del 1977. Mentre recitano le scene del film Guerre Stellari - Episodio IV - Una nuova speranza, Peter fa Han Solo, Lois è la principessa Leia, Stewie fa Darth Vader, Brian è Chewbacca e Chris fa Luke Skywalker. Cleveland e Quagmire invece hanno le parti di R2-D2 e C-3PO, mentre Herbert è il saggio Obi-Wan Kenobi.

 

Ma chi sono questi irriverenti cartoon che si permettono di prendere in giro (anche se autorizzati dallo stesso Lucas, che pare si sia divertito un bel po’) uno dei capisaldi della moderna fantascienza?

 

I Griffin andarono in onda, per la prima volta, il 31 gennaio 1999, dopo il XXXIII Super Bowl, praticamente l’evento sportivo – e quindi televisivo – più seguito d’America. L’episodio s’intitolava Soldi dal cielo (Death has a shadow).

 

Family Guy – questo il titolo originale del cartoon - è una serie che ha infranto per sempre l’immagine della famiglia americana - forse anche più degli stessi Simpson che, comunque, hanno fatto da apripista, attraverso la classica formula della sit-com. Una famiglia costituita dal padre Peter, indolente e malato di televisione, da mamma Lois, una disinibita casalinga disperata, dai figli adolescenti Chris e Meg, in continua crisi esistenziale, e dal piccolo Stewie, il cui unico intento è uccidere la propria madre che le impedisce di conquistare il mondo.

 

La prima stagione era composta da soli sette episodi, mentre la seconda – che cominciò il 23 settembre del 1999, ne contava 22. Nonostante un certo seguito, la Fox sposto più volte la serie di orario e di giorno, spesso anche senza preavviso. Cosa che fece assottigliare anche lo zoccolo duro di spettatori che si era affezionato al cartoon e ne aveva rilevato l’originalità e freschezza nei contenuti e nel linguaggio. La terza stagione, che cominciò l’11 luglio 2001, era composta da 21 episodi, ma lo show era già stato condannato alla chiusura.

 

Alla fine della seconda stagione, la Fox annunciò infatti la cancellazione della serie. Da qui, in un certo senso, cominciò la fortuna de I Griffin. La reazione dei fan non si fece attendere: alla Fox arrivarono circa diecimila lettere di protesta, con la minaccia di boicottare il canale e le aziende che vi acquistavano spazi pubblicitari.

 

Tutte chiedevano a gran voce il ritorno della sgangherata famiglia, ma a dettare legge, in questi casi, sono i numeri dell’audience e, forse, anche la voglia di cancellare uno show non proprio ortodosso per il troppo puritano pubblico americano.

 

Nonostante questa decisione della Fox, le repliche sui canali TBS e Cartoon Network raggiungono indici d’ascolto notevoli, ma far cambiare idea al network sulla serie animata di Seth MacFarlane furono le vendite dei Dvd, che in poco tempo raggiunsero cifre da capogiro: il cofanetto della prima stagione, diviso in due parti, vendette due milioni e duecentomila esemplari. Segno che la serie si era conquistato una larga fetta di telespettatori e che il passaparola fra i giovani era, forse, stata l’arma vincente contro i freddi numeri degli ascolti della Fox.

 

Nel marzo del 2004 fu annunciato che nuovi episodi erano in cantiere e che nel 2005 sarebbero andati in onda, cosa che puntualmente accadde il 1 maggio di quell’anno.